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Nove Alpi, salvi i contratti con i clienti pubblici e privati
Via libera del giudice del lavoro: l’azienda potrà pagare i contributi arretrati all’Inps in un’unica soluzione passati tre anni dall’omologa del concordato preventivo
PISTOIA
La Nove Alpi di San Pierino Casa al Vescovo ottiene il via libera del giudice del lavoro per il rilascio del Durc, il Documento unico di regolarità contributiva che l’Inps aveva negato perché contestava le modalità di pagamento dei crediti previdenziali contenute nella proposta di transazione avanzata dall’azienda.
È del 4 maggio scorso l’ordinanza con cui giudice del lavoro del tribunale di Pistoia ha accolto le ragioni dell’azienda specializzata nella produzione di alimenti privi di glutine, che negli ultimi mesi è stata ammessa alla procedura di concordato preventivo, dopo la crisi che l’ha coinvolta a partire dalla scorsa estate.
La decisione del tribunale consentirà alla Nove Alpi di mantenere attivi i contratti di fornitura dei propri prodotti con la pubblica amministrazione e alcune grandi realtà del settore. Nell’ambito della procedura di concordato di Nove Alpi – chiariscono fonti interne all’azienda – l’Inps aveva rifiutato il rilascio del Durc attestante la regolarità contributiva, creando il rischio della risoluzione dei contratti con alcuni clienti strategici, sia privati che pubblici. L’ente previdenziale aveva dichiarato non accoglibile la proposta di trattamento dei crediti contributivi che prevedeva il pagamento integrale (oltre agli interessi) in un’unica soluzione solamente dopo tre anni dall’omologa del concordato. Secondo l’Inps la proposta di transazione doveva prevedere o il pagamento in un’unica soluzione subito dopo l’omologa del concordato o un pagamento dilazionato a rate mensili (fino ad un massimo di 60), ma non il pagamento posticipato di circa 3 anni.
Modalità, quest’ultima, che invece era stata proposta dalla Nove Alpi.
La notizia giunge a ridosso di quella anticipata ieri dal “Tirreno”, relativa all’autorizzazione da parte della sezione fallimentare del tribunale di Pistoia alla conciliazione con i dodici lavoratori della Nove Alpi, che, su base volontaria, accetteranno l’esodo dall’azienda in cambio di un incentivo economico. L’accordo – hanno fatto sapere fonti interne all’azienda – frutto dell’intervento dell’avvocato Filippo Lo Presti, del consulente del lavoro Stefano Ometto e del commercialista Francesco Ferri de Lazara, consentirà alla Nove Alpi di erogare subito gli incentivi all’esodo ai dipendenti, nel contesto del non semplice processo di ristrutturazione aziendale in corso.
Sembra, dunque, destinata a concludersi con l’uscita dall’azienda, su base volontaria, di dodici lavoratori, una vicenda in cui, almeno inizialmente, gli esuberi ipotizzati erano circa trenta. —
Tommaso artioli
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