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I parrucchieri: quel blitz è stato corretto
Il gruppo che ha smascherato un’abusiva replica alla dipendente del salone controllato e sanzionato dalla polizia municipale
QUARRATA
«La nostra non è stata un’azione di cattiveria o di razzismo, anche perché tra noi c’è anche chi appartiene a un gruppo solidale che aiuta tutti coloro che hanno bisogno senza distinzione di provenienza. Le nostre manifestazioni nascono per accelerare la ripresa lavorativa in massima sicurezza. La maggior parte dei professionisti di questo settore ha rispettato le leggi imposte, restando chiusa per due mesi e mezzo, per poter ricominciare l’attività il prima possibile».
Il gruppo “Parrucchieriestetiste” replica alla dipendente del salone di acconciature di Quarrata sanzionato (400 euro di multa e obbligo di chiusura per cinque giorni) dopo che, giovedì 7 maggio, i titolari dell’attività, di origine cinese, sono stati sorpresi nel locale dalla polizia municipale con una cliente, nonostante il fermo imposto ai parrucchieri dalle norme per il contenimento del coronavirus.
La dipendente del salone aveva raccontato nei giorni scorsi al “Tirreno” la propria versione, parlando di «un errore commesso da persone perbene per dire sì ad un favore»; di «un episodio isolato», in cui i suoi titolari «si sono trovati colti in inganno da una collega», che ha chiesto di fissare un appuntamento «con insistenza e impellente urgenza», ricordando che a chiedere quell’appuntamento, poi scoperto nel blitz della polizia municipale, era stata un’altra parrucchiera, fingendosi cliente.
«La dipendente – spiega il gruppo “Parrucchieriestetiste” – non può dichiarare che da parte della presunta cliente ci sia stata un’insistenza, dal momento che alla porta dell’attività era affisso un messaggio con tanto di numero di telefono. Dichiara, inoltre, che i suoi titolari hanno sempre rispettato ogni divieto ma, come abbiamo potuto constatare, non è cosi. In questa fase di emergenza nessuno può permettersi di fare “favori” mettendo a rischio la salute nostra e degli altri. Nessuno di noi si è permesso di dire che non siano brave persone, ma la legge non guarda bontà. Quello che ha detto non deve passare come una guerra tra parrucchieri».
«Noi, gruppo “Parrucchieriestetiste” – prosegue la nota – abbiamo operato su richiesta stessa del sindaco Marco Mazzanti, che l’8 maggio ha dichiarato sul “Tirreno” di aver avuto un incontro il primo maggio con i parrucchieri, le estetiste ed il comandante della polizia municipale di Quarrata, Marco Bai, invitando chiunque di noi a segnalare lo svolgimento di attività illecite direttamente al comando della municipale. E questo è ciò che abbiamo fatto». –
Tommaso Artioli
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