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Grazie alle Usca 600 visite e 500 tamponi
Le unità speciali di continuità assistenziali vanno a casa di pazienti che non hanno bisogno del ricovero o di sospetti infetti
Pistoia
La diffusione del Covid-19 ha impegnato, nella fase iniziale dell’epidemia, prevalentemente le strutture ospedaliere. Di fatto, in base ai dati aggiornati circa 2/3 dei pazienti risultano essere asintomatici o presentano sintomatologia lieve e pertanto la presa in carico per la valutazione dell’andamento sintomatologico è affidata al territorio. In questa ottica nascono le unità speciali di continuità assistenziale (Usca), strutture organizzative composte da medici e infermieri attive sette giorni su sette, dalle ore 8 alle ore 20. Sul territorio pistoiese ad oggi sono attive 2 Usca ubicate presso il Distretto di via della Quiete. Complessivamente – ha reso noto il dottor Daniele Mannelli, direttore della rete sanitaria territoriale – al 5 maggio con i Team Usca nel territorio pistoiese sono state fatte 600 visite e 500 tamponi.
«Il team infermieristico Usca – spiega la dottoressa Monica Chiti, responsabile della struttura infermieristica – è composto da personale proveniente da ambiti territoriali dell’Area Pistoiese che ha aderito volontariamente al progetto; il grande valore del gruppo è stato il sapere coniugare l’esperienza pregressa e l’attitudine alla relazione realizzando un nuovo modo di “assistere la persona” attraverso un sistema proattivo, di presa in carico e di monitoraggio a domicilio utilizzando la rete territoriale per quanto di loro competenza».
Coordina il gruppo la dottoressa Nicoletta Franchi. La direzione infermieristica, diretta dal dottor Paolo Cellini, ringrazia i colleghi Loriano Martellini, Gaia Bianchi, Silvia Marziali, Simona Corsini, Ilaria Martino e Riccarda Haudenschild per l’impegno, per la grande professionalità e per aver dimostrato che la condivisione di esperienze e competenze rappresentano il modo migliore per raggiungere specifici obiettivi di salute in momenti particolarmente critici del nostro tempo.
Le Usca – spiega l’Asl – servono ad implementare la gestione dell’emergenza sanitaria per l’epidemia Covid-19 attraverso la gestione domiciliare dei pazienti affetti da coronavirus, che non necessitano di ricovero ospedaliero, o sospetti di infezione. I team delle Usca sono composti da un medico e dal personale infermieristico del servizio domiciliare Usl individuato a costituire il team: su attivazione da parte del medico e pediatra di famiglia, si recano a casa dei pazienti per la visita e le valutazioni cliniche, rilevando importanti parametri e facendo rilievi strumentali, i cui dati sono poi trasmessi al medico curante. –
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