Il Tirreno

Pistoia

Positiva al test, non ottiene il tampone

Roberto Grazzini

L’odissea di una donna che ha sviluppato gli anticorpi: «L’Asl mi ha risposto di non poter garantire la data esatta» 

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Pistoia

Il tampone, questo “cacciatore” di positivi al Covid 19, continua ad essere di difficile accesso per presunti infettati, convalescenti e dubbiosi come nella storia in questione che riguarda una donna di 42 anni, con marito, figlio e madre conviventi sotto lo stesso tetto in quel di Pistoia.

Il 12 marzo, due mesi orsono, la signora inizia ad accusare febbre alta e dolori articolari.

Quindi telefona subito al medico curante che come da prassi le ordina tachipirina, riposo e isolamento.

I giorni passano ma è la febbre a non passare per nulla. La temperatura oscilla fra i 38,5 e 39, però, grazie al cielo, non c’è alcun problema respiratorio.

La signora chiede di poter fare il tampone ma riceve solo risposte negative. C’è un protocollo da rispettare, altre priorità.

Nel frattempo ha avvisato della situazione lo studio professionale dove lavora come impiegata e si è messa in mutua.

Il 18 marzo le viene ordinata una serie di iniezioni che migliorano decisamente il quadro clinico. La febbre va via in un amen.

La donna resta comunque barricata in casa fino al 7 aprile, chiedendo nuovamente di fare il tampone ed anche pagando, tanto per essere chiari. Nulla da fare. Il 15 aprile rientra sul posto di lavoro.

Ma di tampone per la signora non se ne parla. Allora la scrupolosa protagonista di questa interminabile vicenda non si dà per vinta e scopre che, essendo volontaria di una associazione che aiuta i senzatetto, può almeno prendere un appuntamento per il test sierologico, nello specifico caso gratuito, a cui si sottopone mercoledì 6 maggio.

Sia l’esame IgM che IgG dicono che la signora ha sviluppato gli anticorpi ma occorre sempre il benedetto tampone per confermare l’attuale positività o negatività.

Col responso in mano, la signora ha provveduto ad informare l’Azienda sanitaria locale, con la speranza che davanti all’evidenza si sarebbe proceduto celermente a fare il tampone. Ma non è andata proprio così.

«Mi hanno risposto che normalmente occorrono 72 ore per esaudire tali richieste ma al momento, avendo dei problemi al sistema operativo non possono garantire la data esatta per cui i tempi si dilateranno ulteriormente. Io, in tutta onestà, non so più cosa fare».

E l’odissea per essere sottoposta al tampone continua. —

Roberto Grazzini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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