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Per un anno e mezzo in carcere ma alla fine è condannato a 10 mesi
Il commerciante era stato sottoposto alla misura cautelare per maltrattamenti e stalking nei confronti della sua ex
PISTOIA
I testimoni chiamati a confermare la sua versione erano stati ritenuti inattendibili, quasi palesemente schierati, dal tribunale. E per questo, in primo grado, era stato condannato a 4 anni di reclusione. Oltretutto dovendo continuare a restare in cella, vista la misura di custodia cautelare emessa dal gip nell’agosto 2018. L’altra mattina, dopo 18 mesi passati in carcere e un paio ai domiciliari, per il 45enne commerciante pistoiese è arrivata la sentenza d’appello: niente maltrattamenti né atti persecutori nei confronti dell’ex compagna, ma soltanto la condanna a 10 mesi e 10 giorni per il reato di percosse e lesioni. Condanna naturalmente considerata già ampiamente scontata visto il periodo di tempo quasi doppio che l’uomo – rimesso immediatamente in libertà dai giudici – ha nel frattempo trascorso tra carcere e arresti domiciliari.
L’udienza si è svolta in una delle grandi aule della Corte d’appello con le cautele imposte dall’emergenza coronavirus: solo i giudici, il loro assistente, il pm e l’avvocato difensore dell’imputato, Ilaria Valentini, del foro di Pistoia: tutti rigorosamente con la mascherina e a distanza di sicurezza.
«Il mio assistito – spiega la legale – è stato in carcere in seguito alla misura cautelare dal 24 agosto del 2018. Nel frattempo, mentre io presentavo varie istanze affinché fosse messo agli arresti domiciliari, tutte non accolte fino al febbraio di quest’anno, si è svolto tutto il processo di primo grado, al termine del quale è stato condannato a 4 anni di reclusione. Una sentenza ingiusta, in quanto il giudice non ha quantomeno tenuto conto delle risultanze dell’istruttoria: c’erano dei nostri testimoni che sostenevano che certi fatti non erano accaduti. Intanto il mio assistito nel frattempo si è fatto circa 18 mesi di carcere a Sollicciano mentre è stato condannato a soli 10 mesi. Il tutto perché disattendevano tutte le mie istanze adducendo la pericolosità del soggetto».
Il 45enne pistoiese, di cui non scriviamo le generalità per non rendere identificabile la parte offesa, era accusato di maltrattamenti, lesioni, percosse e atti persecutori nei confronti della ex compagna. I giudici della Corte d’appello hanno fissato i 50 giorni il termine per il deposito della motivazione della sentenza: dopo averle esaminate, avvocato e cliente valuteranno se avviare il procedimento per la richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione. —
M.D.
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