Il Tirreno

Pistoia

i nodi dell’accoglienza 

Conclusi nella notte i test sierologici A Vicofaro nessun caso di coronavirus

F. C. .

Esami positivi per tre migranti ma solo uno vive in parrocchia e il suo tampone è negativo Sale a 21 il numero degli ospiti spostati a Spazzavento

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PISTOIA

Si sono conclusi alle 2 di notte tra lunedì e martedì i test sierologici sui 140 migranti accolti nelle strutture della parrocchia di Vicofaro. Alla fine tre soli sono risultati positivi, cioè con gli anticorpi nel loro sangue che segnalano un precedente contatto con il coronavirus. Di questi, però, solo uno è effettivamente residente nella parrocchia di don Massimo Biancalani, gli altri due invece frequentano di giorno la struttura ma abitano in altre zone di Pistoia. Non solo: il primo ha già avuto anche l’esito dell’esame con il tampone e quest’ultimo è risultato negativo. «Il ragazzo sta bene – commenta il sacerdote – non ha febbre né altri sintomi. Insomma, ora possiamo dire che Vicofaro è “Covid free”».

Una soddisfazione, per chi aveva sentito definire «un’emergenza sanitaria» la propria struttura di accoglienza dal sindaco Tomasi.

Gli esami sono stati svolti da tecnici dell’Asl fiancheggiati da due associazioni di medici volontari e si sono virtualmente conclusi. Rimane infatti da conoscere solo l’esito dei tamponi sugli altri due migranti, che però non sono accolti a Vicofaro.

Al di là comunque dell’esito di questo controllo (che don Biancalani aveva chiesto, con scarso successo, avvenissero con riservatezza), rimane il problema del sovraffollamento delle strutture parrocchiali di Vicofaro. Per avviare la questione a soluzione, è stato aperto un nuovo centro di accoglienza nell’ex scuola elementare di Spazzavento. Qui sono stati spostati 21 dei ragazzi già residenti a Vicofaro, raggiungendo la quasi completa capienza della struttura (che potrebbe ospitarne altri tre al massimo).

Per il futuro c’è l’annuncio della Diocesi di aver reperito circa 130 posti aggiuntivi, che consentirebbero di dimezzare di fatto le presenze nella parrocchia di don Biancalani. «Di questa soluzione – commenta il sacerdote – non so assolutamente nulla e mi dispiace di questo mancato coinvolgimento. Se si trovano nuovi posti per un’accoglienza dignitosa siamo i primi a gioirne, ovviamente, perché è sempre stato questo il nostro ob iettivo». –

F. C. .

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