Il presidio
Ucciso dal virus sarà sepolto dopo un mese
Bruno Berti è morto il 28 marzo all’ospedale ma nessuno ne ha reclamato la salma: al funerale ci pensa la Misericordia
pistoia
Quel sabato mattina di poco meno di un mese fa è morto da solo. Anche lui senza neppure il conforto dello sguardo di una persona amata. Come tutte le vittime di un virus tanto insidioso quanto, per questo, crudele. Il suo nome non era stato reso noto, non era comparso sulle pagine dei giornali. Solo anche in questo, senza nessuno che leggendo della sua scomparsa potesse ricordarlo. Lui che, da quel sabato mattina, dal 28 marzo, è rimasto in una cella frigorifera dell’obitorio. Solo anche dopo la morte: nessun parente a reclamarne la salma per una degna sepoltura
Da lunedì prossimo Bruno – Bruno Berti, classe 1947, pistoiese – potrà riposare in pace nel cimitero comunale. Ci penseranno la Misericordia e il Comune di Pistoia, grazie alla convenzione sottoscritta proprio per far fronte a vicende come la sua, per garantire un funerale a persone indigenti o senza nessuno al mondo. La convenzione fra Arciconfraternita e amministrazione comunale, sottoscritto nel luglio scorso nell’ambito del più ampio accordo per l’ampliamento e la gestione del cimitero della Misericordia, prevede che sia quest’ultima, con il proprio servizio di onoranze funebri, a farsi carico di questi casi una volta arrivata la segnalazione dai Servici sociali del Comune. In modo assolutamente gratuito (bara, oneri burocratici, trasporto...) per quanto riguarda i primi dieci casi che si presentano ogni anno; percependo un rimborso di circa 590 euro per quelli successivi.
«Quando lo scorso anno il Comune ha deliberato l’ampliamento del cimitero della Misericordia – spiega il segretario generale dell’Arciconfraternita di Pistoia, Roberto Fratoni – abbiamo sottoscritto l’accordo di rendere gratuitamente alla città alcuni servizi, tra cui i funerali per indigenti o per persone che non hanno nessuno. Persone che in vita erano conosciute e assistite dai servizi sociali oppure, sempre su richiesta dei servizi sociali, nel caso di persone decedute da tempo e per le quali nessuno si è fatto avanti per occuparsi del funerale».
Un accordo grazie al quale da lunedì, assieme a Bruno, nel cimitero comunale potrà riposare anche Gastone, morto giovedì della scorso settimana a 78 anni, non a causa del coronavirus ma ugualmente solo. —
Massimo donati
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