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«Il numero di clienti è aumentato non ho dovuto modificare l’orario»
Elena Ciuti è una delle edicolanti che non mollano, gestisce “La Civetta” in via Salvo D’Acquisto
PISTOIA
Nella confusione che stiamo vivendo una cosa è certa: la voglia di carta stampata. Forse troppo “bombardati” dalle notizie spesso fasulle che circolano sul web o forse per quella voglia intrinseca di ritorno al passato, alle abitudini che stiamo abbiamo dimenticato e che ora riaffiorano. C’è la voglia di comprare il giornale, di sfogliare le sue pagine, di toccare con mano quell’informazione alla quale ci aggrappiamo giornalmente nella speranza di trovare delle certezze. Certezze di una vita che adesso ci appare in bilico, appannata. Una vita che è stata sempre così lineare e che ora ci sfugge. A confermarlo è Elena Ciuti, una delle tante edicolanti che non molla. Anzi. In questo periodo di crisi generalizzata paradossalmente ha delle buone notizie da darci.
«Ho riscontrato un aumento della clientela, sembra impossibile a dirsi, ma è proprio così – afferma – infatti non ho nemmeno modificato l’orario di apertura. C’è molta più affluenza del solito, sembra strano, ma forse la gente ha voglia di carta stampata».
La sua edicola si chiama “La Civetta” e si trova in via Salvo D’Acquisto. Una posizione comoda da raggiungere in macchina e circondata da diverse abitazioni ed uffici, ad un passo dal viale Adua.
La sua storia inizia nel 2009, poco più di dieci anni fa, quando Elena cercava un’occupazione fissa. «Facevo la cassiera in un supermercato, poi ho tenuto la contabilità in un frantoio – racconta – ma erano tutti contratti a tempo determinato e sapevo che prima o poi avrei dovuto cercare altro. Ho valutato varie opzioni e poi ho preso questa decisione. Per due anni eravamo in due, ero in società con mia cugina, poi lei ha fatto un’altra scelta e tutto è rimasto in mano mia».
L’edicola è aperta tutti i giorni dalle 6.30 alle 13 e dalle 16 alle 19, con chiusura la domenica e il lunedì pomeriggio. Ad Elena piace molto il suo lavoro. Il contatto con il pubblico, il rapporto di amicizia che si instaura con i clienti.
«Mi piace molto fare questo mestiere e mi ha sempre dato grandi soddisfazioni, anche sul piano umano – continua – a parte il fatto di doversi alzare presto la mattina posso dire che è un lavoro che mi ha dato tanto e sta continuando a darmi tanto. Ho clienti affezionati, altri nuovi, vedo che le persone sono contente».
La donna fa anche consegne a domicilio prima di aprire il negozio, oppure durante la pausa pranzo.
«Sono tutti abbastanza disciplinati, entrano uno per volta, hanno guanti e mascherine. Se qualcuno cerca di aprire la porta e si accorge che dentro c’è un’altra persona, chiude e aspetta il suo turno. Qualcuno che ancora non ha ben chiara la situazione c’è – confessa – ma solo qualche caso sporadico». L’umore generale, spiega Elena, è cambiato. «Adesso più che la paura si percepisce la voglia di tornare alla normalità. In molti lamentano il disagio di dover stare chiusi in casa obbligatoriamente, soprattutto gli anziani che vivono soli». –
Alessandra Tuci
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