Il Tirreno

Pistoia

l'emergenza coronavirus

Il sindaco di Pistoia: fateci distribuire le mascherine

Fabio calamati
Il sindaco di Pistoia: fateci distribuire le mascherine

Primo giorno di consegne senza problemi in farmacie e supermercati. Ma il sindaco scrive a Rossi: meglio il porta a porta

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA

Lunedì 20 aprile è iniziata la seconda fase della distribuzione a tappeto delle mascherine da parte della Regione, con i banchetti allestiti presso farmacie e supermercati. A ciascun cittadino è stato consegnato un pacco da cinque mascherine, prima quota di un totale di 30 mascherine al mese che la Regione stessa intende distribuire al ritmo di 4-5 consegne durante il mese.

Ma il Comune di Pistoia non ci sta. Avendo verificato la positività del modello porta a porta, applicato in occasione della precedente distribuzione di mascherine regionali (quella volta erano 198.000 in tutto), il sindaco Alessandro Tomasi ha scritto ieri al presidente della Regione Enrico Rossi, chiedendo che anche a Pistoia sia concessa una deroga, almeno parziale, rispetto alle modalità di consegna tramite farmacie e supermercati, che presentano il problema di costringere la gente ad uscire per procurarsi le preziose protezioni. Il fatto è – argomenta Tomasi – che il territorio del comune di Pistoia è peculiare, con ben 235 chilometri quadri di territorio e soli 31 punti di distribuzione, di cui appena 5 di supermercati. Oltretutto mal distribuiti, con tre supermercati e una farmacia nel giro di un chilometro sul viale Adua e tanti paesini di collina che non ne hanno neanche uno.



A Rossi il sindaco Tomasi chiede che si lasci integrare la distribuzione regionale con alcuni accorgimenti: l’e mail e il telefono Sos mascherina per chi non ha avuto ancora modo di procurarsi, la consegna a domicilio per coloro che utilizzano il servizio di “Spesa a casa” gestito con la Società della salute, infine la possibilità del porta a porta almeno nei piccoli centri montani, per non costringere gli abitanti a salire in auto e recarsi in città. E per il futuro, se ci sarà la possibilità, la stessa libertà concessa ad altri, più piccoli, centri toscani, come Pescia e altri comuni della Valdinievole, che da oggi distribuiranno direttamente.

Intervenendo al consiglio comunale in videoconferenza, il sindaco Alessandro Tomasi ha specificato che il confronto con la Regione in questo periodo è continuo e che la missiva non vuol avere assolutamente un intento polemico.

A questo punto basterà aspettare poche ore per sapere se la Regione accetterà di concedere la deroga a Pistoia così come ha fatto a Pescia e ad altri cinque comuni minori della Valdinievole.

Lunedì, comunque, la prima giornata della nuova distribuzione non ha riservato grossi problemi. Complice anche la pioggerella caduta per tutto il giorno, i pistoiesi hanno scelto in larga maggioranza di non recarsi apposta a supermercati e farmacie ma di ritirare le mascherine mentre erano già in fila per la spesa o per procurarsi medicinali. Così i temuti assembramenti non si sono verificati.

Unico problema segnalato, nelle farmacie (ma anche in alcuni supermercati) le scorte di mascherine regionali sono spesso finite già a metà mattinata, per cui è capitato a tanta gente di fare la fila ma di non poter ottenere nulla. Poco male, potranno rifarsi già oggi o nei prossimi giorni.

Altro problema segnalato, la difformità nei metodi di controllo delle persone che ritirano i pacchi di mascherine. Mentre alle farmacie è stato sempre chiesta la tessera sanitaria, in alcuni supermercati questo non sarebbe successo, consentendo quindi, in teoria, prelievi multipli a cittadini scorretti. —

Fabio calamati
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web