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botte in parrocchia 

Lite tra migranti a Vicofaro: due all’ospedale

Lite tra migranti a Vicofaro: due all’ospedale

Momenti di tensione quando, richiamati dalle urla, i residenti iniziano a girare dei video: accorrono le forze dell’ordine

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Probabilmente, nella nuova struttura di Spazzavento, dove era stato trasferito da alcuni giorni, non si trovava bene. E ieri mattina ha deciso di tornarsene a piedi fino alla parrocchia dove don Massimo Biancalani sta accogliendo circa duecento migranti come lui. Ma quando è entrato nella sua vecchia stanza, complice l’alcol che aveva bevuto, ha iniziato a litigare con un connazionale nigeriano, a sua volta affetto da gravi problemi psichiatrici. Dalle parole ai fatti, i due si sono dapprima presi a botte e poi, afferrato un pezzo di lamiera, si sono feriti a vicenda brandendolo come un coltello.

Sono stati momenti di forte tensione quelli vissuti nella tarda mattinata di ieri a Vicofaro. Non solo per la violenta lite scoppiata fra i due migranti, trasportati poi entrambi all’ospedale, ma anche per l’allarme che si è creato quando i residenti della zona, esasperati da una situazione arrivata al limite del collasso, si sono affacciati sulla piazza di Santa Maria Maggiore iniziando a riprendere la scena con i telefonini, scatenando la rabbia degli altri ospiti. Nessun contatto fisico, ma per riportare la calma sono dovute intervenire le forze dell’ordine con almeno sei pattuglie.

Ulteriore motivi di preoccupazione, il fatto che uno dei due feriti, il trentenne nigeriano tornato dalla ex scuola di Spazzavento, quando è stato soccorso aveva una temperatura di quasi 38 gradi. A quel punto è scattata la procedura prevista per l’emergenza coronavirus, tanto che, all’ospedale, dopo il pre-triage l’uomo è stato ricoverato in osservazione nel reparto dedicato al Covid. Mentre il suo connazionale – 42 anni – una volta medicato, è stato subito dimesso con una prognosi di 8 giorni: «Nonostante i gravi problemi psichiatrici che ha – commenta don Biancalani – Di ragazzi come lui qui ne abbiamo diversi ma nessuno ci dà una mano. Siamo completamente abbandonati».

Il tutto ha avuto inizio intorno alle 13, quando il trentenne nigeriano si è ripresentato nella stanza in cui dormiva prima di essere trasferito assieme ad un’altra decina di migranti per alleggerire la situazione di sovraffollamento. Sembra che a far scoppiare la lite con il connazionale (che già quella mattina, dopo essere stato offeso da un passante davanti alla chiesa, aveva dato in escandescenze) sia stata semplicemente una questione di luce accesa-luce spenta. Fatto sta che i due si sono presi a botte e feriti a vicenda con un pezzo di metallo tagliente e acuminato che era nella stanza. A un certo punto, il 42enne, in preda ad un raptus, è corso in strada urlando e, coperto di sangue, ha preso a pugni, spaccandolo, il lunotto posteriore del furgone di don Biancalani.

Richiamati dalle urla degli altri migranti che si sono riversati fuori, hanno iniziato ad affacciarsi da case e giardini i residenti della zona, alcuni dei quali si sono messi a riprendere il tutto con i cellulari. Scatenando la rabbia e le proteste dei migranti.

Sul posto sono accorsi i carabinieri, assieme alle pattuglie di Polizia di Stato, Finanza e Polizia municipale. I militari dell’Arma sono riusciti a riportare la calma. Data la lieve entità delle lesioni, al momento nessuno dei due litiganti è stato denunciato d’ufficio. —

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