Il presidio
Test sierologici per i dipendenti dello stabilimento Hitachi
pistoia
Test sierologici per arginare eventuali contagi da Covid-19 per i dipendenti di Hitachi. A chiederli è il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi che, dopo la riapertura soft dello stabilimento di via Ciliegiole il 15 aprile con una decina di operai e i referenti delle aziende dell’indotto, e in vista del ritorno in fabbrica di un maggior numero di lavoratori, già da domani, invoca uno screening sanitario per tutti. Così da garantire la massima sicurezza per loro e le loro famiglie. «A fronte degli accordi sindacali sottoscritti con i vertici aziendali, di cui non entro nel merito – dice il sindaco Alessandro Tomasi in occasione della conferenza stampa in cui ha presentato la lettera scritta al governatore della Regione Enrico Rossi, dove ha posto alcune richieste per la riapertura delle attività produttive – resto convinto che sottoporre i lavoratori ai test sierologici sia la cosa migliore da fare. Soprattutto per gli operai all’interno dei reparti, dove è più complesso garantire a pieno le misure di sicurezza». L’accordo sottoscritto per la riapertura prevede comunque lo svolgimento di controlli sanitari su tutti i dipendenti, tramite termoscanner per misurare la temperatura corporea e la consegna dei kit di protezione individuale. A fronte dell’annuncio di Rossi per il via libera in Toscana allo svolgimento dei test sierologici (l’obiettivo è una valutazione epidemiologica del passaggio del virus) per oltre quattrocentomila persone, tra le categorie considerate più a rischio, il sindaco di Pistoia chiede che questi siano estesi anche ai lavoratori di Hitachi e del suo indotto. Dopo il rientro dei primi operai, da domani la fabbrica pistoiese vedrà l’ingresso di altri 80 impiegati, 50 operai e 40 operai dell’indotto. Il rientro di tutti i lavoratori è previsto entro la metà di maggio. –
V. V.
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