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«Ecco come ho sconfitto il Covid-19»
L’ex preside Paolo Baldassarri racconta la sua battaglia prima all’ospedale di Pistoia, poi a quello di San Marcello
san marcello
«Sono morto e risorto! Non proprio così, ma la paura è stata tanta!». Anche l’ex preside dell’istituto Pacini, professor Paolo Baldassarri, 76 anni, ha subito il feroce assalto del coronavirus, il 7 marzo, ma ora è di nuovo tra i suoi a Mammiano, in prossimità di San Marcello.
«Sono ancora debole – racconta – ma ogni giorno va meglio. Mi giova molto l’ambiente familiare, confortato come sono da mia figlia Silvia, da suo marito Nicola e, con particolari attenzioni, dai nipoti Emanuele e Arianna. Vivo tra casa e giardino, riposo e Tv, qualche lettura e preghiere la sera».
«Quel 7 marzo – rievoca l’ex preside, molto conosciuto in tutta la provincia di Pistoia – è stata davvero una brutta giornata, una di quelle che non si possono dimenticare. Mi ero recato alla messa vespertina in San Marcello, quando nella piazzetta contigua alla chiesa sono crollato. Ed ho battuto pure le testa. Sanguinavo, è stato quello il momento più nero! Sono arrivati tre negozianti del paese che mi hanno aiutato a entrare in chiesa (dovrò ringraziarli) ma c’è stato subito il ritorno a casa, seguito dal trasporto all’ospedale sanmarcellino. Da qui mi hanno portato all’ospedale di San Jacopo a Pistoia dove sono stato ricoverato. Qui è arrivato il verdetto: positivo al Covid 19!».
«I giorni a Pistoia non finivano mai – racconta Baldassarri – L’isolamento lo può raccontare soltanto coloro che lo hanno vissuto. Timori, speranze, medici, infermieri, un mondo strano in cui sei solo con la tua fede e forza d’animo. Speravo almeno mi trasferissero a San Marcello, cosa avvenuta dieci giorni dopo e lì, vicino ai miei, sono rimasto ancora una settimana».
«Devo dire – sono ancora parole dell’ex preside – che nella disgrazia ho rivissuto amicizie e affetti, soprattutto di miei vecchi scolari ora infermieri, ma sono grato a tutto il personale sanitario sia di Pistoia che di San Marcello, davvero all’altezza. Rivolgo un pensiero al dottor Frati che prego di estendere il mio grazie a tutti i suoi collaboratori».
«Si sa come vanno le cose in questi casi – conclude il professor Baldassarri – Un occhio alla tavola, uno ai 13 chili da recuperare, uno alla pressione. Si fa caso anche alla voce. Ho sentito dire che, forse, chi ha preso il virus una volta resterà immune. È quello che spero. Anzi, mi devo rimettere alla svelta, perché devo tornare a Pistoia, in via Boldini, per sbrigare diverse faccende che ho lasciato in sospeso, soprattutto riguardo al Conservatorio di San Giovanni Battista che presiedo». –
Paolo Gestri
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