Il Tirreno

Pistoia

i numeri dell’epidemia 

Tanti morti Covid, nessuna spiegazione «Indispensabile un’indagine per capire»

Fabio calamati
Tanti morti Covid, nessuna spiegazione «Indispensabile un’indagine per capire»

Pistoia ha il primato toscano dei decessi in rapporto agli abitanti e (come provincia) del grado di letalità del virus

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA

Qual è il capoluogo di provincia toscano con la più alta incidenza di mortalità per Covid 19 rispetto alla popolazione? Risposta: Pistoia. E qual è la provincia dove chi si ammala è più probabile che non ce la faccia? Risposta: ancora Pistoia.

A dirlo sono le cifre dell’Agenzia regionale di sanità (Ars). Ieri “Il Tirreno” ha parlato della mortalità: la città di Pistoia, con i suoi 29 decessi, ha un’incidenza (in rapporto alla popolazione) di 32,1 casi ogni 100.000 abitanti, la più alta della regione. Più alta persino di Massa, che registra il 31,9 ed è l’epicentro riconosciuto dell’infezione in regione. Il tasso di letalità (cioè la percentuale di decessi sul totale degli ammalati) riguarda invece le province: ogni 100 casi, a Pistoia sono 12,7 a non farcela; a Massa 10,4, a Lucca 7,7.

Tutti e due questi dati hanno una caratteristica in comune: la mancanza di una spiegazione evidente. In base ad esse Pistoia non diventa certo la capitale toscana dell’epidemia. Ma è altrettanto evidente che – appunto non avendo emergenze evidenti a giustificarli – i numeri dell’Ars stiano evidenziando dei problemi. Torna alla mente la segnalazione che fece a fine marzo Renzo Berti, direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Asl, riguardo all’alto numero di casi positivi a Pistoia in relazione alla popolazione. Una segnalazione che generò richieste di approfondimento sia da parte del sindaco Alessandro Tomasi che dal sindacato Spi Cgil. «Sono d’accordo, la questione merita di essere affrontata» dice Berti.

Cosa pensa di queste cifre Corrado Catalani, ex primario di malattie infettive a Pistoia? «Il problema è serio – risponde – non foss’altro per le persone che hanno perso la vita e per tutti coloro che si stanno impegnando al massimo in questa emergenza. Proprio per questo occorrono verifiche ulteriori».

Ad esempio, i tassi di mortalità ricavati dai dati Ars sono grezzi, non tengono cioè conto della struttura per età delle popolazioni (dove ci sono più anziani è più probabile ci siano anche più decessi). Comunque l’entità del “caso Pistoia” è tale da destare sospetti. E poi ci sono le cifre del tasso di letalità che confermano l’esistenza di un problema che vale la pena investigare.

«Secondo me – sintetizza Catalani – si dovrebbe ricercare in due direzioni: da un lato le caratteristiche della popolazione e dell’ambiente in cui vive, che potrebbero averne aumentato la fragilità; dall’altro i modi e i tempi in cui l’organizzazione sanitaria ha risposto all’emergenza. Non certo per mettere in discussione la professionalità di tanti colleghi, quanto per verificare l’adeguatezza del sistema, anche in termini di mezzi e strumenti».

Comunque sia, un’indagine che bisognerà fare. Ovviamente, quando sarà possibile; ma non un minuto dopo. —

Fabio calamati



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web