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Crollato il primo tabernacolo della Via Crucis di Giaccherino
Le forti folate di vento dei giorni scorsi hanno dato il colpo di grazia alla struttura che fa parte dello storico percorso in salita da Spazzavento al convento
PISTOIA
Il forte vento dei giorni scorsi è stato probabilmente il responsabile del colpo di grazia finale. Ma certamente hanno contribuito alla rovina le infiltrazioni, le crepe e le lesioni che già da tanti anni si facevano sentire. Fatto sta che ormai l’edicola che segnalava la prima stazione della Via Crucis che sale al colle di Giaccherino non esiste più, ridotta ad un cumulo di macerie opportunamente transennate. Il disastro non è stato immediatamente segnalato: tra l’altro quest’anno, a causa dell’emergenza coronavirus, non si è potuta svolgere la tradizionale e suggestiva Via Crucis. Le prime immagini dell’edicola distrutta hanno cominciato a rimbalzare su Facebook, suscitando un’ondata di commenti sconcertati e dispiaciuti.
L’edicola-tabernacolo rovinato al suolo è la prima delle 14 che segnano le stazioni della tradizionale Via Crucis, disseminate a intervalli regolari lungo il ripido sentiero che da via Scala di Giaccherino, a Spazzavento, conduce fino alla sommità del colle occupato dal convento omonimo. Molte edicole versano in cattive condizioni di manutenzione.
Secondo la tradizione, la Via Crucis di Giaccherino si svolge dal 1630; di sicuro è una delle celebrazioni di questo genere più note della Toscana. Il percorso si snoda in mezzo agli uliveti per concludersi direttamente al convento.
Secondo quanto risulta alla Diocesi, proprietari delle edicole, compreso quella crollata, non sono né la parrocchia di San Piero in Vincio né tantomeno la stessa Curia, ma i privati proprietari dei terreni. Resta il fatto che una qualche iniziativa pubblica per salvare la Via Crucis sarebbe auspicabile. —
F.C.
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