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Pistoia

Si finge volontario: arrestato dalla Polfer

Si finge volontario: arrestato dalla Polfer

Con tanto di tuta con i simboli della protezione civile è arrivato in treno a Pistoia ma aveva l’obbligo di soggiorno a Sesto

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PISTOIA

Nonostante le scritte e i vari simboli cuciti sopra, quella tuta color verde aviazione non li ha convinti fin dall’inizio. Poi quando il sedicente volontario, mostrando addirittura un tesserino, ha detto loro che – pur in un periodo in cui tutto viene fatto via email – era sceso dal treno a Pistoia per andare a prendere della documentazione alla sede della protezione civile, hanno avuto la conferma che si trattava di una balla. Ammessa dallo stesso finto volontario quando gli agenti della Polfer gli hanno chiesto un numero telefonico da contattare per verificare le sue credenziali. E il 53enne pluripregiudicato non solo è stato multato per la violazione del decreto anti-contagio, ma è anche finito in manette per aver violato, in quanto sorvegliato speciale, la misura di prevenzione dell’obbligo di soggiorno per due anni nel comune di Sesto Fiorentino.

L’arresto è scattato nella giornata di sabato scorso alla stazione di piazza Dante Alighieri, dove gli uomini della Polizia ferroviaria erano impegnati nei rigorosi controlli predisposti per le festività pasquali. L’uomo, che da qualche mese era tornato in libertà dopo aver scontato una decina d’anni di reclusione per vari reati commessi contro il patrimonio, ha confessato che era stato davvero un volontario ma fino a 12 anni fa e che era arrivato in treno a Pistoia – ha sostenuto – perchè doveva andare a ritirare dei generi alimentari alla parrocchia di Vicofaro.

Una versione, anche quest’ultima, poco convincente. Soprattutto per la tuta che indossava, che, con le sue scritte e i suoi simboli incollati sopra, avrebbe potuto facilmente trarre in inganno. Tanto più se associata al tesserino di riconoscimento dell’associazione di volontariato con foto e nome.

D’altra parte, in questo periodo, un po’ in tutto il Paese si sono verificati truffe e tentativi di truffa da parte di malviventi senza scrupoli che, suonando ai campanelli delle abitazioni, si sono finti volontari di associazioni di volontariato impegnati in inesistenti raccolte di fondi per far fronte all’emergenza coronavirus. Reati di cui sono rimaste vittime soprattutto le persone anziane.

Come detto, il 53enne è stato arrestato per la violazione degli obblighi della sorveglianza speciale. Il pm di turno in procura, dopo aver chiesto al giudice del tribunale la convalida dell’arresto, lo ha rimesso in libertà: una facoltà concessa dal codice di procedura penale qualora la procura sappia già che non chiederà al termine dell’udienza di convalida una misura cautelare restrittiva della libertà personale. —

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