Il Tirreno

Pistoia

L’intero paese in lutto per Marco Andreotti

Carlo Bardini
Marco Andreotti
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Marco Andreotti

L’ex tecnico della Telecom aveva 67 anni: una vita spesa ad aiutare gli altri e dedicata all’impegno nel volontariato

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PITEGLIO. Mancherà per la sua umanità. Per la sua natura di persona buona e sempre pronta ad aiutare gli altri ed il volontariato locale. Lunedì scorso, proprio il Lunedì dell’Angelo, Marco Andreotti ha lasciato la sua famiglia, la sua Piteglio ed i suoi amici. Un male incurabile, di quelli che non perdonano, se lo è portato via. Avrebbe avuto 68 anni il prossimo dicembre ed era in pensione, dopo tanti anni di lavoro come tecnico della Telecom.

Sempre pronto a farsi in quattro per gli altri, non si tirava mai indietro se qualcuno gli chiedeva aiuto. «Era una grandissima persona – ricorda l’amico Alessandro Soldati –sempre presente nel bene ma soprattutto nei momenti difficili. Marco era un vero amico».

Un ritratto simile a quello del cugino, Giovanni Bicocchi. «In paese gli volevano tutti bene, e soprattutto i volontari della Pro loco e quelli della Casa della Musica, per i quali lui c’era sempre. Si rendeva disponibile in ogni occasione e andava d’accordo con tutti. Era la sua natura, perché anche con i colleghi di lavoro Marco si era sempre mostrato in questo modo. Una persona buona e disponibile. È chiaro che mancherà a tutti».

Anche il consiglio direttivo della Pro loco, guidata da Giacomo Nesti, ha voluto tracciare un ricordo dell’amico scomparso. «Dopo una terribile malattia, affrontata sempre con grande forza d’animo, il Lunedì dell’Angelo ci ha lasciato Marco Andreotti. Tutta la comunità di Piteglio si stringe intorno alla famiglia, così duramente provata, condividendone il profondo senso di perdita e di dolore. Marco era una persona a tutti nota in paese. Sempre gentile e sorridente, è stato un punto di riferimento solido e affidabile per tutti i paesani. La sua dedizione in favore della Pro loco e in generale di tutto il paese è sempre stata sincera e immancabile, e anche quando aveva altri impegni non si è mai tirato indietro, interpretando così bene quel senso di appartenenza, di comunità e di solidarietà che è la base di ogni convivenza civile. Ha sempre messo a disposizione le sue abilità pratiche, mai criticando e sempre lavorando, dando un perfetto esempio, soprattutto ai più giovani, di impegno e onestà. Per questo è sempre stato da tutti benvoluto e tenuto in grande considerazione, come un vero amico prezioso. Troppo spesso l’abbiamo dato per scontato, come quei punti fermi che siamo convinti non verranno mai meno. Oggi che l’abbiamo perso ci rendiamo conto di quanto fosse importante per noi e di quanto sarà dura non incontrarlo più in paese. In questo periodo così buio – conclude l’associazione – dove non ci è permesso accompagnarlo nell’ultimo viaggio, tutti coloro che l’hanno conosciuto lo salutano con tanto affetto, quanto è grande il dolore per la perdita».

Marco Andreotti lascia la moglie Patrizia, la figlia Eliana e due nipotine.

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