Retromarcia del Comune di Pistoia: le mascherine saranno distribuite porta a porta
L'annuncio del sindaco Tomasi dopo le polemiche esplose sul metodo alternativo di consegna, che costringeva le persone a uscire di casa
PISTOIA. Anche nel comune di Pistoia le mascherine saranno distribuite porta a porta. La marcia indietro dell'amministrazione Tomasi è arrivata lunedì sera alle 23,15, appena poche ore dopo che lo stesso sindaco aveva annunciato che quel genere di distribuzione era da considerare impossibile. Al suo posto, era stata organizzata una rete di una cinquantina di punti dove le mascherine da distribuire (198.000 in tutto) sarebbero state consegnate ai cittadini che ne avessero fatto richiesta, a partire da mercoledì 8 aprile. Il tutto con la collaborazione di associazioni di volontariato e Pro loco.
Ma l'annuncio aveva subito sollevato polemiche. Critiche dal Pd, dall'assessore regionale Federica Fratoni e, a seguire, da numerosi cittadini. Preso di mira soprattutto il rischio di creare assembramenti che il sistema messo in piedi dall'amministrazione avrebbe creato. Non a caso nella maggioranza delle altre città, comprese Firenze e Prato, si è scelta la distribuzione porta a porta.
Così, con un messaggio sulla sua pagina Facebook, attorno alle 23,15, è stato lo stesso sindaco Tomasi a informare del cambiamento drastico di rotta. "Avevamo deciso di organizzare punti di ritiro delle mascherine per evitare i problemi che si sono verificati in altre città e per essere più capillari in un Comune esteso come il nostro - ha scritto Tomasi - alla luce delle tante segnalazioni arrivate però, soprattutto da parte di medici e infermieri, abbiamo ritenuto giusto rivedere la modalità di distribuzione delle mascherine".
"Siamo già al lavoro, quindi, per consegnare i dispositivi di protezione casa per casa, grazie anche alle tante associazioni di volontariato che ci stanno dando la loro disponibilità. Solo in alcune frazioni meno popolose e periferiche, dove il porta a porta è più complicato, metteremo in campo un sistema di distribuzione attraverso punti specifici avvalendoci della preziosa collaborazione delle proloco (penso ad esempio ad alcune località montane, dove questa soluzione è più efficace ed è molto più difficile che si formino assembramenti).
Mi scuso con tutti voi e vi ringrazio per le segnalazioni. Stiamo continuando a lavorare per cercare di affrontare nel miglior modo possibile questa enorme emergenza. Anche in questo caso ci metto la faccia, non penso di essere infallibile e per questo cerco di ascoltare la città e chi, ogni giorno, è in prima linea".
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