Il presidio
A Spazzavento i primi 12 migranti
L’obiettivo è quello di decongestionare il sovraffollato centro di accoglienza nella parrocchia di Vicofaro a Pistoia
PISTOIA. I primi dodici migranti ospitati finora nella parrocchia di Vicofaro da don Massimo Biancalani e dai suoi volontari sono stati spostati, ieri, nella nuova struttura che li accoglierà, l’ex scuola elementare di Spazzavento, in via del Poggio.
L’operazione si è svolta nel corso di un paio d’ore, tra le 17 e le 19. Nei prossimi giorni seguiranno altri giovani immigrati, che così lasceranno il centro di Vicofaro, da tempo alle prese con un numero eccezionalmente alto di persone presenti.
Una riduzione di presenze fortemente voluta dal vescovo Fausto Tardelli, soprattutto per motivi di sicurezza in un periodo di emergenza sanitaria come questo, legato al coronavirus.
Le operazioni di spostamento si sono svolte, ieri, in un’atmosfera molto tranquilla. Nei giorni scorsi era stato lo stesso don Biancalani a definire con attenzione il gruppo che avrebbe dovuto lasciare Vicofaro e a preparare i giovani migranti alla nuova sistemazione.
Così ieri, saliti su un pulmino, i prescelti sono stati trasportati fino alla nuova sede individuata, la ex scuola elementare di Spazzavento, in via del Poggio. Una struttura che, anni fa, aveva già funzionato come centro di accoglienza per gli immigrati.
Questa volta, come detto, ospiterà una parte dei ragazzi di Vicofaro. A ranghi completi, dovrebbero essere una ventina i migranti ospitati nell’ex scuola.
Insieme a loro, è prevista la presenza di sette addetti delle coop che fanno parte del gruppo Co&So, persone che in precedenza hanno lavorato nei numerosi Cas che erano stati aperti a Pistoia.
«Abbiamo deciso di effettuare lo spostamento in più tempi – spiegava ieri sera don Massimo Biancalani – per consentire ai ragazzi di organizzarsi al meglio nel nuovo ambiente. Ho scelto di inviare a Spazzavento un gruppo composto essenzialmente di migranti tra gli ultimi arrivati, e quindi con rapporti non ancora forti con quelli che sono rimasti qui» proprio per facilitare il distacco.
Don Massimo ha collaborato con l’intera operazione, che del resto è nata dal tavolto creato mesi fa proprio per decongestionare il centro di Vicofaro, tavolo al quale partecipano anche la Diocesi, la Regione, la Caritas e una rete di associazioni attive sul territorio nell’accoglienza. Ma il parroco non ha fatto mistero che alla scelta di creare un nuovo piccolo centro esterno alla parrocchia, avrebbe preferito un indirizzo diverso.
«Sì – conferma – secondo me sarebbe stato meglio se queste risorse fossero state investite per potenziare l’attività che svolgiamo qui a Vicofaro e che si basa interamente sul volontariato. Visto che la situazione sanitaria di questi ragazzi è perfettamente sotto controllo, avrei visto meglio una scelta diversa. Ora spero che questi ragazzi si trovino bene e che non decidano, ad un certo punto, di allontanarsi. Sarebbe la cosa peggiore, di questi tempi». —
Fabio Calamati
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