Il presidio
«Necessario un piano per le riaperture»
L’appello di Confcommercio: vanno individuate fasce orarie e gruppi di dipendenti che possano riprendere il lavoro
PISTOIA
«Non possiamo continuare a guardare al futuro senza un piano concreto per la riapertura delle attività: commercio e turismo sono settori chiave per il territorio».
È la posizione di Confcommercio Pistoia e Prato – presidente Stefano Morandi, direttore Tiziano Tempestini – che dopo olrre venti giorni dal lockdown dell’Italia chiede la definizione di misure per la ripartenza delle imprese del terziario, le prime ad essere colpite dalle misure di contenimento del Covid-19. «Il decreto della presidenza del consiglio dei ministri dello scorso 9 marzo – scrive Confcomercio – aveva infatti stabilito il limite orario delle 18 per pubblici esercizi e attività commerciali, seguito dal decreto dell’11 marzo che ne ha determinato la sospensione. Le imprese si sono attenute con rigore alle regole stabilite dal Governo, mettendo in prima linea la loro responsabilità sociale e sanitaria, nonostante le enormi difficoltà affrontate fra costi di gestione permanenti e sostegni statali del tutto insufficienti».
La prospettiva
Adesso, però, secondo Confcommercio, «serve una prospettiva per il futuro. Ogni giorno in più di chiusura determina percentuali più elevate di aziende che non saranno in grado di riaprire: la loro perdita, insieme a quella di numerosi posti di lavoro, rischia di avere una ricaduta sociale disastrosa. È uno scenario che non ci possiamo permettere».
Il confronto
Per Confcommercio, «diventa quindi non solo urgente ma irrimandabile aprire un confronto che vada oltre la definizione di misure – assolutamente indispensabili – di sostegno alle imprese e che individui regole e modalità di riapertura a partire dal 14 aprile. Lo diciamo con tutta la responsabilità necessaria partendo dal presupposto che gli imprenditori del terziario sono impegnati in prima persona nelle aziende e nella gestione delle attività. Proprio questo è elemento di garanzia non solo nell’assunzione di scelte responsabili nei confronti dei propri addetti, ma per l’adozione di comportamenti e approcci consapevoli anche per gli utenti».
Il piano
Come? «Attraverso un piano che individui fasce orarie stabilite, gruppi di dipendenti che per età o altre caratteristiche possono riprendere per primi l’attività e protocolli di sicurezza e di prevenzione a cui attenersi. Iniziando, per esempio, a dare la possibilità a ristoranti e attività di somministrazione di svolgere il servizio di take away nel rispetto delle stesse misure di contenimento adottate per la vendita dei piatti pronti nei negozi di alimentari».
Convivere col virus
«Non possiamo illuderci – conclude Confcommercio – il virus non se ne andrà dall’oggi al domani. Dovremo imparare a conviverci, adottando nuovi comportamenti e lo stesso dovranno fare le imprese del commercio e del turismo. Per questo chiediamo subito un confronto: mettiamoci a lavoro e pensiamo alla riapertura. Dalla tenuta economica del territorio dipendono gli stessi sistemi sanitario e sociale, non possiamo più restare fermi». –
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