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Mercati bloccati il mobile vive la prova più dura «Ma ne usciremo»
Gianni Overi (Formitalia): la crisi porterà a una selezione Roberta Mantellassi: importante il sostegno delle banche
PISTOIA
Una situazione difficile, che può essere superata con l’unione d’intenti e il giusto sostegno da parte delle istituzioni e delle banche. È questo il punto di vista sulla crisi legata all’emergenza coronavirus di due imprenditori simbolo del territorio pistoiese nel settore degli arredi di lusso, che con le loro aziende esportano nel mondo.
A parlare della complicata fase economica sono Gianni Overi della Formitalia Luxury Group di Valenzatico e Roberta Mantellassi della Mantellassi 1926 di Pistoia, rappresentanti di un comparto che nelle ultime settimane, oltre che con il blocco dei mercati, ha dovuto fare i conti con l’annullamento di eventi e fiere che rappresentano ogni anno una vetrina importante per gli scambi commerciali. Primo tra tutti il Salone del Mobile di Milano 2020, inizialmente in programma dal 21 al 26 aprile e che dopo un primo rinvio a giugno, nei giorni scorsi è stato definitivamente annullato e rimandato al prossimo anno.
«Già da gennaio – spiega Gianni Overi – era evidente che il Salone sarebbe saltato. Adesso dobbiamo essere pronti a ripartire. E per ripartire sarà necessario prendere tutti insieme delle decisioni che prima non abbiamo avuto il coraggio di prendere. Questo è il momento dei confronti: sono necessari tavoli di concertazione tra le istituzioni, gli enti locali, gli imprenditori e le associazioni di categoria. Ci vuole un piano per collaborare tutti insieme. È il momento di trovare un’unità d’intenti che consenta di ripartire cambiando qualcosa».
Difficile capire con precisione adesso quali saranno le ripercussioni sul comparto in termini di fatturati, dovute al periodo di blocco.
«Credo – prosegue Overi – che questa crisi porterà a una selezione: ci saranno delle chiusure e delle flessioni nei fatturati che potrebbero assestarsi tra il 20 e oltre il 30%. Considerando che un –20% in condizioni particolari come quella che stiamo attraversando non è il male. Sono convinto che tutti debbano fare dei sacrifici per ripartire. C’è bisogno di ottimismo e di fiducia in un futuro programmato tutti insieme. Siamo imprenditori e senza ottimismo non faremmo il nostro mestiere. Il mondo deve continuare. Bisognerà ripartire. E se è stato possibile farlo dopo la Seconda guerra mondiale, non vedo perché non dovrebbe essere possibile ora».
«La situazione in questo momento – osserva Roberta Mantellassi – è davvero difficile e non riguarda solo l’Italia, ma tutto il mondo con cui lavoriamo. Dalla scorsa settimana, ad esempio, anche il mercato degli Stati Uniti è completamente bloccato».
Per superare l’attuale fase di stallo saranno dunque importati tempi e modi della ripresa delle attività.
«La speranza – sottolinea Mantellassi – è quella di poter riaprire quanto prima, ovviamente adottando tutte le precauzioni necessarie, e che i progetti in essere possano ripartire velocemente. Alla ripresa sarà però molto importante poter contare sul sostegno delle istituzioni e, se sarà necessario, degli istituti bancari. Un blocco prolungato potrebbe portare a un disastro economico diffuso in tutti i settori della società. Non ha senso per noi guardare solo al “nostro orticello” perché la realtà ci dice che tutta l’economia è ferma e questo non fa bene a nessuno. Anche se è impossibile negare che in questo momento ci sia paura – conclude Mantellassi – l’ottimismo non deve abbandonarci. Credo che sarà proprio l’ottimismo ad aiutarci a superare le difficoltà: se anche come imprenditori ci uniamo e ci sosteniamo l’un l’altro possiamo uscirne e ripartire». –
Tommaso Artioli
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