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Migranti a rischio, appello di medici e giuristi: «Non dimenticate Vicofaro»
Un intervento delle istituzioni per il trasferimento dei migranti attualmente ospitati nella parrocchia di Vicofaro in «strutture, di gestione governativa e non, che garantiscano la possibilità di rispettare le misure igienico-sanitarie» per l’emergenza Coronavirus
PISTOIA. Un intervento delle istituzioni per il trasferimento dei migranti attualmente ospitati nella parrocchia di Vicofaro in «strutture, di gestione governativa e non, che garantiscano la possibilità di rispettare le misure igienico-sanitarie» per l’emergenza Coronavirus.
Lo chiedono l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) della Toscana e Medici per i diritti umani (Medu) di Firenze.
«Don Biancalani ha coraggiosamente aperto le porte della parrocchia offrendo alle persone un’alternativa alla strada – sottolineano le associazioni in una nota – rendendo un servizio alla comunità tutta, anche a quelli che in questi anni lo hanno avversato. Si ritiene, pertanto, che, in un momento così delicato, la situazione di Vicofaro, così come tutti i centri di accoglienza che ospitano al loro interno un numero elevato di persone, abbiano bisogno di sostegno da parte delle istituzioni, in quanto, di fatto, non riescono a far fronte alle norme di sicurezza igienico-sanitarie richieste in questo momento».
Le due associazioni ricordano di aver inviato il 25 marzo una lettera congiunta al prefetto e al sindaco di Pistoia e al presidente della Regione Toscana poiché «la pur censurabile assenza di disposizioni specifiche non esime le autorità pubbliche, coordinate dal prefetto, dal dovere di allestire ogni misura opportuna di ricovero in luoghi idonei delle persone che non hanno adeguata dimora».
Medu e Asgi chiedono l’accesso alle strutture di accoglienza «anche per le persone prive di un permesso di soggiorno in corso di validità».
In alternativa chiedono che si provveda «in ogni caso a garantire standard igienico-sanitari minimi alle persone accolte a Vicofaro». —
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