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Pistoia

Mirko e Laila dell’edicola “L’Oasi” «Per ora continuiamo a lavorare»

Alessandra Tuci
Mirko e Laila dell’edicola “L’Oasi” «Per ora continuiamo a lavorare»

Garantiscono anche il servizio a domicilio: «Lo abbiamo sempre fatto, non soltanto con i bar»

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PISTOIA

Continua il nostro viaggio tra gli edicolanti che non mollano nemmeno in questi tempi di emergenza per il coronavirus.

Oggi è la volta di Mirko Soldani e di sua moglie Laila Mammoliti, proprietari dell’edicola “L’Oasi” in viale Adua.

Un chiosco pieno di carta stampata che ha sempre attratto una buona cerchia di clienti, vuoi per la sua posizione in uno dei viali più trafficati della città, ma anche e soprattutto per la capacità di Mirko e Laila di saper stare a contatto con la gente.

Un po’ meno «battuto» purtroppo in questo periodo di crisi generalizzata «ma comunque non ci lamentiamo», dice Mirko sorridendo.

L’edicola, che di solito è aperta con orario continuato dalle 6 alle 20 di ogni giorno, compresa la domenica mattina, ha dovuto riadattare l’orario di apertura.

«Sono aperto dalle 6 alle 13 e poi chiudo per pranzo per riaprire alle 15 – racconta Mirko – la sera chiudo in genere verso le 19. Purtroppo abbiamo dovuto cambiare l’orario: c’è meno gente in giro».

Mirko però non si perde d’animo: sorride sempre, la sua voce è serena. «Ho mia figlia che mi aiuta con le consegne a domicilio».

Sì, perché “L’Oasi” da sempre effettua questo tipo di servizio, consegnando giornali non solo alle persone a casa, ma anche a bar e ad una bottega di alimentari a Spazzavento: qui finiscono una quindicina di copie che poi vengono distribuite tra le varie famiglie della zona.

«Adesso anche il servizio a domicilio è ridotto – spiega Mirko – ovviamente i bar sono chiusi. Ma abbiamo ancora sei o sette famiglie a cui portiamo il giornale a casa. Mi aiuta mia figlia, al mattino. Dopo la consegna la mando dritta a casa».

Mirko e la moglie Laila sono abituati a lavorare a contatto con il pubblico: prima dell’edicola avevano una bottega di alimentari in via Fiume, in precedenza gestita con i genitori, poi da soli.

«Abbiamo deciso di comprare un’edicola, dodici anni fa, perché ci sembrava migliore come orari di apertura e più gestibile – continua l’uomo – per diversi anni è andata molto bene, ora un po’ meno, ma è un momento drammatico per tutti».

Un lavoro che i due coniugi adorano a dismisura.

«Ci piace il contatto con la gente – spiega Mirko – anche se adesso c’è meno dialogo: i clienti entrano uno per volta, comprano velocemente il giornale ed escono subito. Comunque non voglio lamentarmi, per adesso si continua a lavorare. Al mattino si lavora abbastanza, soprattutto dall’apertura dell’edicola fino verso le 11. Tra le 11 e l’ora di pranzo in giro c’è pochissima gente. Certo, la clientela è diminuita, ma questo periodo di emergenza prima o poi passera». –

Alessandra Tuci

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