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Il dottor Florio «Al San Jacopo si continua a nascere in tutta sicurezza»
Il direttore dell’Area di Ginecologia e Ostretrica dell’Asl spiega quali percorsi assistenziali specifici vengono adottati
PISTOIA
«Adottiamo percorsi assistenziali specifici per limitare il contagio e gestire la gravidanza». Lo spiega il dottor Pasquale Florio, il direttore dell’Area di Ginecologia ed Ostetricia dell’Asl Toscana Centro e direttore dell’area aziendale di ginecologia Ausl Toscana centro.
Che aggiunge: «Sono assolutamente assicurati tutti i controlli previsti dal protocollo regionale di assistenza alla gravidanza fisiologica, che sono eseguiti sul territorio, e negli ambulatori dedicati alle gravidanze a rischio, che vengono effettuati qui nel nostro ospedale a Pistoia. In un periodo così complesso, abbiamo dovuto imporre delle regole a scopo prudenziale. Le pazienti accedono all’ambulatorio senza accompagnatore e si preferisce siano dotate di mascherina. L’accesso all’ospedale è stato regolamentato, e controlli particolari sono riservati soprattutto alle pazienti con sintomi influenzali, anche lievi».
Quanto alla reazione delle future mamme – prosegue Florio – queste «hanno compreso la gravità della situazione: le misure restrittive messe in atto (limitazione delle fasce orarie delle visite; accesso ristretto al solo marito; visite in spazi riservati per i casi sospetti) sono percepite come ulteriore garanzia della particolare attenzione del reparto di Ostetricia di Pistoia nei loro confronti e delle loro famiglie».
Quando arriva il momento del parto, spiega ancora il direttore dell’Area di Ginecologia e Ostetricia, «le donne continuano ad essere accompagnate dal partner anche durante il travaglio, ma abbiamo dovuto limitare l’accesso ai visitatori nei giorni successivi al parto. Una regola è stata ben compresa dalle pazienti che si sentono sicuramente più protette. Nel punto Nascita abbiamo dedicato loro un percorso riservato che esclude contatti anche con il personale e l’area dell’ospedale dedicata all’infezione da Covid 19.
A proposito di fake news è vero che in presenza di infezione da Covid-19 c’è l’indicazione al taglio cesareo?
«Come partorire – risponde Florio – continua a dipendere dalla situazione di ogni singolo caso, quindi dalle condizioni di salute della madre e del feto in quel in quel momento. La risposta su come nascere, dunque, non può essere data a priori, ma va individualizzata. Questa malattia ha ancora una volta di più sottolineato, nel caso ce ne fosse stato bisogno, il ruolo che ha per noi ostetrici lavorare in un team multidisciplinare, e cioè con i pediatri, gli anestesisti, gli specialisti di malattie infettive. Pistoia ha il plusvalore di avere un ottimo reparto di Malattie Infettive ed in questo momento avere la possibilità di un supporto da parte di questi specialisti è sicuramente fondamentale».
È possibile che la madre trasmetta al feto l’infezione?
«A tutt’oggi non è dimostrata una particolare tendenza alla trasmissione verticale dell’infezione, cioè al passaggio del virus dalla madre al feto. Naturalmente, con l’accumularsi dell’esperienza in proposito potremo essere più precisi. È importante che le pazienti in gravidanza seguano, in assenza di sintomi, il percorso abituale, previsto dal protocollo regionale di assistenza alla gravidanza fisiologica. E si affidino senza timore alla assistenza del personale anche degli ospedali Covid, che sono assolutamente sicuri, e preparati ad affrontare ogni problematica non solo inerente al parto, ma soprattutto a quelle che il virus può determinare durante il decorso della gravidanza». —
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