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Hitachi Rail riaprirà i battenti martedì 14 aprile dopo Pasquetta
Il sindacalista Citera (Fim Cisl): far ripartire lo stabilimento in piena crisi sanitaria sarebbe stato un rischio per la città
Pistoia
Stop per altre tre settimane alla produzioni di Hitachi Rail Italy. L'azienda di via Ciliegiole riaprirà solo dopo Pasquetta, martedì 14 aprile. È questo l'accordo siglato nel pomeriggio di ieri - al termine del confronto tra azienda e sindacati andato avanti a più riprese – per contenere la diffusione del coronavirus e scongiurare nuovi malati, magari contagiati proprio all'interno dello stabilimento. Nelle tre settimane di stop, dunque, sarà attivata la cassa integrazione per i lavoratori impegnati nei reparti della produzione, mentre per gli impiegati sarà incentivato lo smart working. Una decisione che va ben oltre le aspettative delle sigle sindacali Fim, Fiom e Uglm, impegnate da giorni in un confronto serrato – in video conferenza – con il management di Hitachi Rail Italy.
La richiesta iniziale era stata la chiusura dello stabilimento per una nuova settimana, che si sarebbe aggiunta a quella appena conclusa, in cui la produzione dell'azienda è rimasta ferma. Ma ieri pomeriggio è arrivata la notizia della chiusura per addirittura tre settimane. Un netto cambio di passo, dunque, rispetto a quanto emerso dall'incontro di giovedì sera, in cui l'azienda – dopo la firma a livello nazionale per i tre stabilimenti Hitachi Pistoia, Napoli e Reggio Calabria del Protocollo di regolamentazione delle misure per il contenimento della diffusione del virus Covid-19 – si era detta pronta a riaprire i cancelli già lunedì 23. Tra le misure da mettere in campo erano state previste la misurazione della temperatura in ingresso per tutti i lavoratori, mascherine obbligatorie, riduzione dell'orario a 6 ore giornaliere, la chiusura della mensa aziendale, la rimodulazione degli spazi comuni per mantenere le necessarie distanze di sicurezza tra i lavoratori e l'istituzione di un comitato di sorveglianza. Il pressing dei sindacati, in particolare Fim, Fiom e Uglm (la Uilm si era detta favorevole alla riapertura per il 23 marzo), per ottenere il proseguo della chiusura almeno fino al 30 marzo, ha invece poi avuto la meglio. Complice forse, anche l'aspettativa del picco di contagi in Toscana, così come a Pistoia, alla fine di marzo. «Abbiamo cercato di far capire all’azienda – è il commento di Jury Citera, Fim Cisl, che si fa portavoce anche di Fiom e Uglm - che riaprire lo stabilimento in piena crisi sanitaria, e con un picco epidemiologico alle porte, sarebbe stato un rischio per la salute dei lavoratori, delle loro famiglie e dell'intera città. Una situazione che avrebbe rischiato di aggravare anche la situazione dell'ospedale San Jacopo e del personale sanitario, già molto provato. L'azienda ci ha ascoltato e ci ha dato ragione, per questo la ringraziamo. Al momento del rientro a lavoro Hitachi ci ha chiesto il massimo impegno per garantire il rispetto dei tempi di consegna delle commesse. E tutti i lavoratori sono pronti a fare la loro parte».
A fronte del diffondersi dell'emergenza coronavirus anche a Pistoia, il primo segnale di forte malumore tra i lavoratori di via Ciliegiole era arrivato nella giornata di giovedì della scorsa settimana, quando Fim, Fiom e Uglm avevano proclamato un'intera settimana di scioperi. Sciopero che nella prima giornata di venerdì 13 aveva raccolto l'85% delle adesioni all'interno della fabbrica. Poi la decisione dell'azienda, accogliendo le disposizioni del Governo del 14 marzo, è stata quella di chiudere lunedì 16, prolungando poi la chiusura per l'intera settimana.
Ieri pomeriggio è infine arrivata la notizia della decisione di chiudere tutti gli stabilimenti Hitachi fino a Pasqua, con rientro il 14 aprile. —
Valentina Vettori
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