Il Tirreno

Pistoia

Il florovivaismo sta soffrendo Sono a rischio i posti di lavoro

Tommaso Artioli
Il florovivaismo sta soffrendo Sono a rischio i posti di lavoro

L’imprenditore pistoiese Francesco Mati (Confragricoltura) «Sono messi in pericolo 850 milioni di fatturato annui»

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA

Uno stallo che si protrarrà nella migliore delle ipotesi fino a tutto aprile, nel momento in cui il settore realizza tra il 50 e il 60% del fatturato annuo. È questo, nel pieno dell’emergenza coronavirus, lo stato delle cose per il vivaismo, da sempre comparto cardine nell’economia pistoiese. Ma il fermo delle spedizioni non ha la sola conseguenza di comprimere in misura così importante le entrate delle aziende; l’impossibilità di liberare spazio nelle superfici a disposizioni dei vivai crea difficoltà che rischiano di ripercuotersi inevitabilmente su tutto il ciclo produttivo annuale.

«Stanno venendo meno tutta una serie di condizioni – spiega il presidente dell’Associazione vivaisti italiani, Luca Magazzini – Questo blocco rispetto al normale percorso di produzione, oltre alla riduzione delle entrate, crea maggiori costi per le aziende. Siamo arrivati alla primavera e le piante sono in piena vegetazione; è questo il momento dell’anno in cui, più che in altri, hanno bisogno di tutta una serie di lavorazioni».

E per fare fronte alle difficoltà, l’Associazione vivaisti ieri ha inoltrato al governo una serie di richieste, che saranno rese note pubblicamente nella giornata di oggi. L’imperativo è «essere messi in condizione di ripartire quando l’emergenza sarà superata». «Il vivaismo – osserva Magazzini – deve essere mantenuto in vita. Oltre a fare i conti con l’attuale danno, è necessario lavorare fin da ora per essere pronti a stare sul mercato al momento della ripresa. E in questo senso, credo che difficilmente si possa prospettare un ritorno alla normalità prima di settembre-ottobre». Concentrarsi sul futuro, dunque, e chiedere sostegno per un settore che non può comprimere i costi. «In questa fase il vivaismo – conclude Magazzini – è come un malato giovane che ha bisogno dell’ossigeno per superare il momento, in modo da poter riprende il proprio percorso di vita una volta superata la malattia».

È di ieri l’allarme lanciato da Confagricoltura, che per il florovivaismo toscano parla di «850 milioni di fatturato e 12mila dipendenti a rischio». Servono misure straordinarie, secondo il presidente della sezione prodotto florovivasitico, Francesco Mati, che chiede alla Regione di «farsi sentire con il governo».

«Nonostante le rassicurazioni del ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, all’indomani del decreto “Cura Italia” – sottolinea Mati – siamo costretti a segnalare che per mettere in sicurezza il settore florovivaistico servono misure che niente hanno a che vedere con quanto messo in atto fino ad oggi».

«Solo per il mercato floricolo dell’alta Toscana (che comprende le province di Pistoia e Lucca, nda) con un fatturato annuo di 150 milioni, – prosegue – si stimano perdite fino all’80%. Il mercato vivaistico ha invece fortemente rallentato spedizioni e vendite con la chiusura dei mercati extra Ue e, successivamente, delle frontiere europee. C’è grande paura, soprattutto a Pistoia, dove negli ultimi 3 anni si era registrato un trend di crescita nell’export che aveva riportato l’economia a numeri del periodo pre-crisi fino a 700 milioni di fatturato, di cui 500 milioni di esportazioni e che rischia di andare perduto».

«Servono quindi misure straordinarie – conclude Mati – Dobbiamo prevedere, ad esempio, la possibilità di far continuare a lavorare dipendenti a cui è stata concessa la cassa integrazione. Mandarli a casa oggi significherebbe abbandonare anni di investimenti e sacrifici. Chiediamo alla Regione Toscana di farsi sentire con il Governo perché il settore florovivaistico toscano rappresenta un terzo della produzione lorda vendibile agricola con 12mila occupati». –

Tommaso Artioli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web