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Piazze e vie deserte solo la Sala vive con i suoi alimentari
Camminata in centro con negozi e locali tutti chiusi, come un Ferragosto anticipato
Il viaggio
Camminare ieri per le strade del centro regalava un forte senso di spaesamento. A un panorama simile – bar chiusi, saracinesche abbassate, quattro gatti per strada e un silenzio quasi irreale a dominare il tutto – i pistoiesi ci sono abituati attorno a Ferragosto. Ma ieri veniva giù una pioggerellina tutt’altro che estiva e il calendario dei nostri implacabili smartphone indicava il 12 marzo.
Di qui lo spaesamento. Ma particolari qua e là nel quadro facevano presto capire che non di un Ferragosto anticipato si trattava. Intanto la gente per strada: pochi sì, ma la metà con la mascherina davanti alla bocca. Secondo particolare: negozi e bar chiusi, ma farmacie tutte aperte e anzi, quasi tutte con una fila di clienti davanti.
Terzo particolare: c’era un cantiere edile fermo, quello dei nuovi cassonetti interrati in via XXVII Aprile; ma per uno bloccato, ce n’erano altri in piena attività, tutt’altro che agostana. Il più evidente era quello di San Jacopo in Castellare, dove i lavoratori si muovevano sulle incastellature di tubi innocenti e, sopra di loro, la gru veniva spostata senza requie di qua e di là.
Ma la prova provata che ieri in centro a Pistoia non stava andando in scena un maldestro remake di “Ritorno al futuro” era no i tabaccai: quando mai si trovano aperti, a Ferragosto, i tabaccai? E poi in gran numero, come ieri?
No, la verità che il centro cittadino, alle prese con l’emergenza coronavirus, ha assunto un nuovo aspetto, del tutto inedito. Ci sono scorci surreali, come quello che regalava piazza del Duomo, completamente deserta a metà mattinata, fatta eccezione per alcune auto delle forze dell’ordine di servizio al tribunale. Oppure via Cavour, con i suoi lampioni neri e i suoi bar tutti rigorosamente chiusi, a trasmettere veramente un senso di estraneità a chi è abituato a vederla percorsa da tanta gente che cammina di fretta.
Un vero viaggio nel tempo sembra averlo subito, invece, piazza della Sala. Che con i suoi mille locali e localini chiusi, è tornata ad essere quella che era diversi anni fa, cioè un vero mercato alimentare. Al netto degli ambulanti, che sono anch’essi spariti, le uniche tracce di vita arrivano dai negozi di alimentari, che il Dpcm del primo ministro Conte mantiene aperti. E così tornano a spiccare le insegne di Sauro e Assunta, della Macelleria Equina, della Norcineria Orsi o di quella Cipollari, Pistoia com’era venticinque anni fa... —
Fabio Calamati
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