Il Tirreno

Pistoia

Controlli sanitari quotidiani per i migranti di Vicofaro

Giulia Gonfiantini
Controlli sanitari quotidiani per i migranti di Vicofaro

Don Massimo Biancalani: «I nostri ragazzi vengono sottoposti più volte al giorno  alla misurazione della temperatura con gli speciali termometri a pistola»

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pistoia. Anche la parrocchia di Vicofaro, dove don Massimo Biancalani dà accoglienza a un gran numero di migranti, si è organizza per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

«I ragazzi sono stati informati e sono pienamente a conoscenza dei pericoli dell’attuale situazione – spiega il parroco – e proprio nella giornata di lunedì abbiamo fatto una riunione generale per metterli al corrente degli ultimi provvedimenti presi dal governo. Sanno che solo chi tra loro lavora può uscire, mentre gli altri devono restare in struttura. E sono stati istruiti su quali siano le norme igieniche raccomandate».

Pur non essendoci criticità al momento, la circostanza non è comunque stata presa sottogamba: secondo don Biancalani i migranti ospitati in parrocchia sono monitorati continuamente e molte attività, come quelle di formazione e altri progetti, sono state sospese per ragioni di sicurezza.

«I ragazzi sono controllati più volte al giorno: la loro temperatura viene misurata con gli speciali termometri a pistola e loro stessi sanno di dover informare me e gli altri volontari in caso di febbre, tosse o altri sintomi», sottolinea don Biancalani.

Le disposizioni indicate dall’ultimo decreto firmato dal presidente del consiglio dei ministri, inoltre, sono state illustrate dettagliatamente ai profughi presenti nella struttura non solo in inglese e in francese ma anche nelle lingue di alcuni paesi da cui provengono. Da diversi giorni sono stati informati delle principali norme igieniche e dell’importanza di mantenere la distanza interpersonale.

«Certo, negli ambienti nei quali dormono queste persone sono spesso l’una accanto all’altra: del resto nessuno si aspettava problematiche del genere – precisa don Biancalani – E anche per questo abbiamo sondato, nel corso della riunione, la possibilità, per qualcuna di loro, di andare provvisoriamente a dormire da amici e conoscenti, possibilmente per due o tre settimane».

Proprioper via del numero consistente di persone accolte a Vicofaro, recentemente la Diocesi ha istituito un tavolo che coinvolge anche la Caritas diocesana, la Regione e Terra aperta, una rete territoriale composta da realtà dell’associazionismo e del volontariato pistoiese: obiettivo, individuare soluzioni capaci di far fronte al rischio di sovraffollamento. L’idea è anche quella di cercare di comprendere le diverse situazioni e sono al vaglio possibili risposte.

«C’è un gruppo di lavoro che al momento avrebbe individuato alcuni appartamenti utili allo scopo», annuncia il parroco, che però non quantifica con esattezza i migranti ospitati in parrocchia. «Sono ancora tanti, ci sono arrivi e partenze e continua a esserci grande richiesta d’aiuto».

Già da tempo la struttura si è dotata di un igienizzatore – una sorta di armadio capace di igienizzare indumenti, scarpe e lenzuola in pochi minuti – e anche di una lavatrice industriale, doni recenti e ora ancor più preziosi, rispettivamente della Fondazione Un raggio di luce e della Emmaus di Calenzano. «Siamo preoccupati come tutti per l’attuale emergenza – conclude don Biancalani – ma al momento siamo protetti. Siamo costantemente in contatto con i medici di famiglia, con i “Medici per i diritti umani” di Firenze e anche con il reparto di malattie infettive dell’ospedale San Jacopo, in modo da poter intervenire direttamente al primo sospetto». –

Giulia Gonfiantini

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