Il Tirreno

Pistoia

l’inchiesta 

Truffa decine di clienti con le polizze Rca broker arrestato dalla Guardia di finanza

Massimo Donati
Truffa decine di clienti con le polizze Rca broker arrestato dalla Guardia di finanza

Roberto Rapini si sarebbe intascato negli anni circa 300.000 euro grazie anche a false assicurazioni sulla vita

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PISTOIA. Le prime segnalazioni a palazzo di giustizia erano iniziate ad arrivare nel settembre 2018, dalla Polizia municipale di Serravalle, che aveva da poco dotato le proprie auto delle nuove telecamere che, leggendo le targhe dei veicoli in circolazione, sono in grado di rilevare in tempo reale se questi sono o meno in regola con l’Rca: i vigili avevano scoperto che alcuni degli automobilisti multati e che sostenevano, ricevute alla mano, di aver pagato la polizza, avevano tutti stipulato il contratto con lo stesso broker di Pistoia.

Ieri mattina, grazie alla certosina indagine portata avanti dai carabinieri della sezione di pg della procura, prima, e poi dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria, per l’assicuratore – Roberto Rapini, 53 anni – sono scattati gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico: truffa aggravata e appropriazione indebita aggravati i reati che gli vengono contestati.

Le vittime.

Nella misura cautelare disposta dal gip Patrizia Martucci su richiesta del pm Luigi Boccia, si parla di decine automobilisti (69 per la precisione, del Pistoiese e della Valdinievole) che sarebbero stati truffati dal broker, che, fino al 28 settembre scorso, prima di chiuderne i battenti, aveva gestito l’agenzia “Assidea srl” di viale Adula: complessivamente sarebbe circa 34.500 euro la cifra che avrebbe incassato da loro, per poi intascarsela invece di attivare le polizze.

Ma oltre ai clienti vittime della truffa delle Rca mai attivate, ce ne sono altri, ai quali il Rapini avrebbe proposto e venduto a mo’ di investimento prodotti assicurativi di altro genere: polizze vita completamente fasulle, create appositamente con scanner e stampante per riprodurre loghi e intestazioni di note compagnie anche internazionali: in tutto, 9 vittime per un ammontare complessivo di circa 266.000 euro.

Le Rca mai attivate.

Come detto, le indagini da parte della procura erano partite dalle segnalazioni arrivate dalla Polizia municipale di Serravalle per i troppi casi (e per questo sospetti) di automobilisti risultati privi di copertura assicurativa nonostante sostenessero di averne regolarmente stipulata una con l’agenzia di Roberto Rapini. I carabinieri della sezione di polizia giudiziaria avevano portato alla luce quello che era il modus operandi del broker.

Approfittando della confidenza che aveva con i suoi clienti (dovuto alla conoscenza di lunga data o, addirittura, a rapporti di parentela) Rapini incassava da loro gli importi per l’attivazione o il rinnovo della poliza Rc auto, ma poi quei soldi non li versava alle compagnie che rappresentava ma se li intascava. E ai clienti, invece della polizza cartacea, adducendo scuse di vario genere (dal problema tecnico al cambio societario in corso), consegnava quando un preventivo con la parola “pagato” scritta in calce, quando una semplice ricevuta staccata da un bollettario. E rassicurava tutti dicendo che avrebbe consegnato loro la stampa del certificato di lì a qualche giorno. Rimandando però sempre quel momento, e facendo, soprattutto, andare tutti loro in giro per le strade con veicoli non coperti da assicurazione, per mesi e mesi.

le false polizze vita.

I successivi approfondimenti, affidati dalla procura ai finanzieri del comando provinciale, hanno evidenziato che la truffa più redditizia il broker l’avrebbe realizzata non con la semplice omissione delle coperture Rca ma con la “fabbricazione” vera e propria di polizze farlocche del ramo vita, grazie alle quali aveva incassati decine di migliaia di euro. Approfittando di amicizie e parentele, il Rapini avrebbe fatto sottoscrivere quegli investimenti a medio-lungo termine complessivamente a 9 persone di 3 distinti nuclei familiari: complessivamente 266.000 euro. E per conferire credibilità ai prodotti sottoposti ai clienti, utilizzava moduli riprodotti utilizzando fotocopiatrici e scanner in modo da riportare il logo e le intestazioni di compagnie assicurative di livello internazionale. Che prodotti di quel tipo non avevano in realtà mai venduto.

Oltre alla misura dei domiciliari col braccialetto elettronico, il gip ha disposto anche quella del divieto per 12 mesi di esercitare l’attività di agente assicurativo e broker. —

Massimo Donati

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