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Nuovi spazi per lo scultore Due ipotesi allo studio
PISTOIA. «Rispetto al progetto di un nuovo sito a Pistoia da dedicare a Marino Marini e alle sue opere, come Comune siamo disposti a fare per intero la nostra parte». L’inciso nelle dichiarazioni post-cda del sindaco Tomasi spalanca la finestra sulle possibili alternative all’attuale sistemazione del museo Marino Marini pistoiese. Che pur suscitando l’ammirazione di un osservatore qualificato come il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, qualche problema di capienza effettivamente ce l’ha.
Ma quali sono le alternative su cui punta il Comune? Essenzialmente due. Uno è il recupero della chiesa di San Lorenzo, un grande contenitore inutilizzato, che come spazio indubbiamente sarebbe sufficente. Il problema sono i costi molto consistenti di recupero e ristrutturazione.
Un’altra possibilità è una diversa organizzazione di Palazzo Fabroni, destinato oggi come oggi ad ospitare il Museo del Novecento, com solo poche opere del maestro pistoiese. Palazzo Fabroni arriva dalla positiva esperienza del 2017, quando ospitò la mostra-clou dell’anno di Pistoia capitale della cultura, quel “Passioni visive” che fece oltre novemila visitatori. Riadattando un contenitore praticamente già pronto e preparato ad accogliere arte contemporanea, Palazzo Fabroni potrebbe diventare la nuova sede del Museo Marini. Tutte le ipotesi sono al vaglio: queste e probabilmente altre ancora. L’importante, pensano in Comune, è che le opere pistoiesi di Marino rimangano qui. —
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