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Mille metri di stoffa colorata per difendere il Museo Marini

Valentina Vettori
Mille metri di stoffa colorata per difendere il Museo Marini

Un collettivo sta preparando la manifestazione del 29 febbraio per dire no alla scelta della Fondazione di trasferire a Firenze le opere dell’artista pistoiese

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PISTOIA. Oltre mille metri di scampoli di stoffa colorata, intrecciati e legati tra loro, e cinquecento persone coinvolte. L’obiettivo è attraversare il centro della città e legare simbolicamente due luoghi. Da una parte Palazzo del Tau e il suo Museo Marino Marini, dall’altra Palazzo Fabroni sede del museo di arte contemporanea della città. Lo stesso che nel 2017, anno in cui Pistoia ricoprì la nomina di capitale italiana della cultura, ospitò la mostra “Passioni visive” dedicata all’artista visionario Marini.

Continua l’impegno del Collettivo provvisorio indipendente, costituitosi nelle scorse settimane per dare corpo alla performance artistica “Di mano in mano per Marino”, che anche per l’intera giornata di ieri nell’atrio di Palazzo del Tau ha raccolto stoffe e adesioni di cittadini per sabato 29 febbraio. Il giorno in cui i promotori del collettivo porteranno in scena – in un teatro a cielo aperto che saranno le vie del centro di Pistoia – la performance in difesa del Museo Marino Marini e della collezione pistoiese delle opere che l’artista e la moglie Marina Mercedes Pedrazzini donarono alla città. Quelle stesse opere che rischiano il trasferimento a Firenze, con la conseguente chiusura del museo di corso Silvano Fedi, dopo che il cda della Fondazione Marino Marini di Pistoia – presieduto dal nipote della vedova Marini, Paolo Pedrazzini – a dicembre ha votato in favore del trasferimento al museo fiorentino San Pancrazio. A coordinare le attività del Collettivo provvisorio indipendente sette donne pistoiesi – Emanuela, Elisa, Cristina, Cecilia, Lucia, Ginevra ed Eleonora – appassionate di arte e delle opere di Marini.

«Per giorni – raccontano in occasione della conferenza stampa di ieri mattina promossa per presentare la performance artistica – ci siamo chieste cosa potessimo fare per dimostrare il legame stretto della nostra città con Marino e le opere raccolte in questo museo». E l’ispirazione è arrivata dall’opera “Legarsi alla Montagna”, che nel 1981 realizzò Maria Lai. Una performance di arte relazionale in cui furono coinvolti i cittadini del paese di Ulassai, in Sardegna. L’idea è quella di realizzare una lunga striscia di stoffa, composta da tanti pezzi annodati tra loro, e sorretta dai cittadini.

«Di mano in mano per Marino – proseguono le portavoci del Collettivo – vuole significare che ciascuno, anche attraverso il piccolo gesto simbolico come il portare uno scampolo di stoffa, o realizzando trecce e nodi per legare i tessuti tra loro, può dire la sua in difesa di questo luogo di arte che significa moltissimo per la città».

La stoffa raccolta ha giù superato gli 850 metri. L’obiettivo è raggiungere i mille e raccogliere l’adesione di decine e decine di persone che materialmente snoderanno il “serpentone” lungo le vie cittadine. «Speravamo in una grande partecipazione – concludono – e le persone non ci hanno deluso. Hanno aderito anche alcune classi dell’istituto superiore Pacini e ci sono tante famiglie con i bambini».

Chiunque volesse prendere parte alla performance artistica “Di mano in mano per Marino” di sabato 29 febbraio può inviare un messaggio tramite Whatsapp ai numeri 339 4836669 (Elisa) e 338 8282955 (Cecilia). Il ritrovo è alle 15 al museo di corso Silvano Fedi. –

Valentina Vettori

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