Il presidio
Lei lo lascia, lui la perseguita: arrestato stalker
In carcere un 54enne pluripregiudicato pratese. La denuncia della ex, dopo mesi di violenze e minacce contro di lei e i figli
pistoia. Quando si erano conosciuti, le aveva fatto credere di avere un buon lavoro in una grossa fabbrica pistoiese e di possedere delle case a Prato, in Romania e in Albania . E quando lei aveva scoperto che in realtà dormiva alla Caritas di Pistoia, si era inventato una nuova verità: lo faceva per essere più vicino al luogo di lavoro. Poi, una balla ancora più grande, dopo una delle tante liti, diventate sempre più frequenti da quando i due vivevano insieme a Pistoia: messo alle strette sul suo inesistente lavoro, aveva raccontato alla compagna di essersi licenziato perché aveva un cancro al cervello e soltanto tre anni di vita, e che quel tempo che gli rimaneva voleva passarlo con lei.
Poi erano arrivate anche le botte, le minacce, le offese. E quando la donna aveva finalmente deciso di lasciarlo, anche una campagna diffamatoria su Facebook, in cui l’uomo l’accusava dei più vili tradimenti mentre lui era sotto chemioterapia oppure sottoposto alle cure con l’ago arroventato in Olanda per combattere il tumore.
Insomma, una persecuzione iniziata la scorsa estate e fini nella tarda mattinata di giovedì, quando, rintracciato a Prato, ai polsi del 54enne pluripregiudicato pratese (senza fissa dimora, l’indirizzo che forniva agli altri era in realtà quello del carcere di via Montagnola), sono scattate le manette. È con l’accusa di atti persecutori che il gip del tribunale di Pistoia Patrizia Martucci, su richiesta del pm Giuseppe Grieco, ha emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare il carcere: una misura per garantire l’incolumità della vittima (che, dopo aver denunciato l’ex compagno è stata inserita in una struttura protetta), ha spiegato la giudice delle indagini preliminari.
La relazione tra i due inizia nel maggio scorso. L’uomo (di cui non scriviamo le generalità per tutelare l’anonimato della vittima) riesce a manipolare la donna a tal punto che i due, a luglio, convivono già insieme in casa di lei. Dopo una prima violenta lite, per impietosirla, lui si inventa la storia del tumore al cervello, del licenziamento, della volontà di passare al suo fianco tutto il tempo che gli resta. La relazione si incrina profondamente quando la donna, assieme alla propria figlia, parte per l’Albania, per andare a passare le vacanze in una delle case che il compagno millanta di possedere: solo quando è già in viaggio l’uomo le dice che quella casa non c’è più, che è stata venduta. Lei decide di rompere, va al mare da un’amica. Ma lui la segue, la perseguita anche sulla spiaggia, offendendola davanti a tutti. E un giorno la pedina fino a casa dell’amica che la ospita, la sorprende alle spalle, la spinge dentro, chiude la porta, la picchia, la minaccia di morte di spezzarle le gambe, ma non prima che vedesse ciò che avrebbe fatto ai figli... Lei ha paura, decide di riprenderselo in casa. Ma le violenze continuano: a settembre, davanti a Panorama, a Pistoia, la fa inginocchiare e la prende a calci. La goccia che fa traboccare il vaso della paura, il 26 ottobre: lei è in auto, lui la minaccia, lei scappa, lui la insegue con lo scooter e la sperona; alla fine la donna riesce a raggiungere la questura; e denuncia. —
Massimo Donati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google