Tempi incerti, meglio comprare mobili che cambiare l’automobile di famiglia
Pistoia, stabile a 395 milioni di euro la spesa in provincia per beni durevoli. Ma hanno prevalso gli investimenti per la casa
PISTOIA. I tempi sono quelli che sono e allora meglio non indebitarsi troppo comprando un’auto nuova: meglio risparmiare qualcosa (magari ripiegando su una vettura usata) e lanciarsi in acquisti più leggeri ma non per questo meno importanti, come il nuovo divano o una lavastoviglie che funzioni come si deve.. Questo, in estrema sintesi, è l’atteggiamento dei pistoiesi verso le spese in beni durevoli, così come viene fotografato dal rapporto Findomestic per il 2019, appena presentato. Abbastanza chiare le scelte strategiche dei pistoiesi, che peraltro non si distinguono troppo dall’andamento generale sui mercati dei beni non quotidiani, quelli cosiddetti durevoli come auto, moto, grandi elettrodomestici (frigoriferi, cucine, lavatrici e lavastoviglie) e piccoli (smartphone).
Partendo dal panorama economico più generale, emerge che in realtà nel 2019 ai pistoiesi le cose non sono andate male: il loro reddito disponibile pro capite è in realtà aumentato da 19.607 a 20.049 euro (2,3% in più): una prestazione niente male, se si pensa che in Toscana la crescita si è fermata all’1,6%. I pistoiesi, comunque rimangono settimi (su dieci) per l’entità assoluta del loro reddito.
I consumi di beni durevoli si muovono di conseguenza: i pistoiesi, sesti in Toscana, hanno speso complessivamente 395 milioni di euro, esattamente la stessa cifra dell’anno precedente. Si conferma quindi l’atteggiamento prudente, a fronte di un aumento dello 0,8% di pratesi e lucchesi. Se si prendono in esame le spese per famiglia, Pistoia sale di due gradini nella classifica regionale (3.108 euro la spesa assoluta), preceduta solo da Prato (record regionale, con 3.401 euro), Lucca e Pisa.
Ma dove vanno a finire queste somme? Come detto, nel 2019 sono calate le spese per le autovetture e cresciute, invece, quelle per elettrodomestici.
Cominciamo dalle auto, specificando che qui si parla di acquisti delle famiglie, non di quelli delle aziende. Ebbene, nel 2019 i pistoiesi hanno lasciato nelle tasche di concessionari e autosaloni 126 milioni di euro, contro i 130 dell’anno precedente e i 134 del 2018. Il calo è del 2,6%. Solo ad Arezzo hanno tirato di più la cinghia, con un -3,2%. A livello di famiglia, la spesa media scende sotto i mille euro, fermandosi a 994. Le immatricolazioni totali, comunque, sono scese nel 2018 addirittura del 5,2% a Pistoia: segno che le auto immatricolate sono comunque, in generale, di valore superiore.
Parallelamente, crescono gli acquisti di auto usate, che nel 2019 si sono fermate a 13.873, movimentando una spesa complessiva di 96 milioni di euro.
Un altro settore dove nel 2018 si è badato soprattutto a risparmiare è l’elettronica di consumo (tv, radio e così via). -7,1% il dato complessivo della provincia, che a livello di famiglia si traduce in una spesa media di 94 euro, superiore solo a Livorno e Grosseto. In calo netto, ma solo un po’ meno clamorosa, la spesa per telefonini, che scende del 5,9%. Ma bisogna considerare che da queste parti i patiti della tecnologia non hanno mai speso come altri in Toscana: la media a famiglia è 225 euro, settimo valore (su dieci) in Toscana.
Dove invece le famiglie pistoiesi hanno investito con convinzione nel 2019 è nel settore dei mobili: con 687 euro di media a famiglia, siamo secondi in Toscana. Complessivamente il giro d’affari del settore in provincia vale 87 milioni di euro, con una crescita del 3,4%.
Altro campo favorito di spesa, quello degli elettrodomestici come frigo e cucine: 4,4% di crescita, per una spesa a famiglia di 216 euro, seconda assoluta in regione dietro i cugini pratesi. In cifra assoluta, il “giro” vale 27 milioni di euro.
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