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Pistoia

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Abbandonato in terra con il naso fratturato fu ucciso da un infarto

Abbandonato in terra con il naso fratturato fu ucciso da un infarto

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pistoia. Antonio De Witt fu trovato senza vita dai soccorritori del 118 la mattina del 5 febbraio del 2017, nel suo appartamento di via Ferrucci, nella squallida cameretta in cui era costretto a dormire. Abbandonato lì dalla moglie a morire d’infarto sul pavimento freddo di una stanza senza riscaldamento, con il naso rotto, a pancia in giù in una pozza di sangue. Con quella stessa totale indifferenza che – aveva sottolineato nella requisitoria del processo di primo grado il pm Giuseppe Grieco – aveva contraddistinto anni di maltrattamenti. Portati avanti con crudeltà, malvagità, e senza alcun motivo, gratuitamente.

Con un picco di percosse che, secondo la pubblica accusa, avrebbe coinciso con gli ultimi due, tre giorni di vita dell’ex vigile del fuoco, e culminato con la sua morte. Non immediata, ma arrivata dopo due, tre, quattro ore di agonia. Durante le quali sarebbe forse bastata una telefonata al 118 per scongiurarla. Telefonata che la Marinova aveva fatto solo alle 8,10 del mattino: ore ed ore dopo la caduta in avanti del marito, a corpo morto, nella sua cameretta, avvenuta alle 21,45 precedenti, come testimoniato dalle inquiline del piano di sotto, che avevano udito il tonfo.

Il fatto è che la prima telefonata l’imputata la prima telefonata l’aveva fatta alle 23,08, al figlio, che le aveva consigliato di chiamare i soccorsi, così come nelle telefonate delle 23,33, delle 23,52 e di mezzanotte e venti. Poi, alle 4,36, l’imputata aveva chiamato un’amica, poi un muratore per disdire l’appuntamento per quella mattina. E solo dopo le 8 il 118. Quando oramai non c’era più niente da fare. —

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