Il Tirreno

Pistoia

accertamenti ancora in corso 

Provveditorato al lavoro per smascherare altri bluff

Giovanna La Porta

Al momento sono 18 le scuole in cui sono state accertate irregolarità: da Pistoia a Pescia da Pieve a Nievole a Quarrata da Agliana e Lamporecchio

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pistoia. Potrebbe essere soltanto la punta dell’iceberg. Sono state denunciate 19 persone ritenute responsabili di truffa aggravata ai danni dello Stato perché erano entrate in graduatorie di terza fascia presentando falsi diplomi.

La maggior parte di loro proveniva dalla Campania. Ma il numero è destinato a crescere. Rescisso il contratto, tutti sono stati cancellati dalle varie graduatorie. Eppure, in Provveditorato e nelle scuole, si continua a lavorare per smascherare eventuali o probabili posizioni irregolari. E tra le scuole coinvolte, al momento, risultano i comprensivi di Pistoia, “Raffaello”, “Marconi Frosini”, “Cino”, “Leonardo Da Vinci”; Pescia 1 e 2; Alberghiero “Martini”; “Frank Carradori” con il Cpia per adulti; “Sestini” di Agliana; “Chini” di Montecatini; “Pasquini” di Massa e Cozzile. E poi i comprensivi di Pieve a Nievole, Quarrata, Lamporecchio e Montale, gli istituti superiori di Pescia: “Lorenzini”, “Sismondi” e “Marchi”.

«Come ufficio scolastico provinciale – spiega Catia Buscioni, assistente amministrativo delegata dal provveditore Mirko Fleres a rilasciare dichiarazioni ufficiali – abbiamo collaborato in ogni modo possibile. L’azione dei carabinieri è stata preziosa. Devo precisare che il lavoro sulla terza fascia è di competenza diretta delle scuole».

«Queste persone sono state depennate dalle graduatorie – prosegue – Tengo a precisare che in realtà le sedi citate sono quelle dell’ultimo servizio dei dipendenti in questione. Ciò significa che magari avevano lavorato in precedenza in altre scuole. Quindi, ciascun istituto ha fatto la propria parte e ha contribuito a raggiungere questo risultato, con un vero lavoro di equipe che il Provveditorato di Pistoia ha provveduto a coordinare, dando le indicazioni sulle azioni da intraprendere. Qualche scuola ha fatto da sola. Ho l’elenco dei casi certi. Sicuramente alcune hanno fatto per proprio conto, come nella loro autonomia».

«A Pistoia non siamo abituati ad avere gente che bluffa in graduatoria – conclude Buscioni – ma ci siamo impegnati per sistemare la situazione, nonostante la sorpresa. Ci siamo dati da fare e continueremo a farlo perché la faccenda non è conclusa. Le graduatorie Ata sono infinite. Dopo un iniziale disorientamento dovuto proprio al fatto che il nostro territorio non è avvezzo ad affrontare certe situazioni, adesso sappiamo tutti come muoverci e quale iter dobbiamo seguire per gli accertamenti».

Le indagini, iniziate alla fine del 2018 dai militati dell’Arma, sono state svolte grazie alla collaborazione di tutte le segreterie didattiche, nessuna esclusa. Gli anni scolastici in questione sono 2017/2018, 2018/2019 e 2019/2020. –

Giovanna La Porta

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