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Trenta alberi da abbattere. L’assessore: siamo obbligati
«Piante malate oppure pericolose per i danni subiti o la posizione in cui trovano». Nei prossimi mesi interventi anche nel parco di Monteoliveto e nell’area ex Cerri
PISTOIA. Nei prossimi mesi a Pistoia saranno abbattuti quasi 30 alberi. Per la precisione, 7 alberi nell'area ex Cerri; 16 nel parco Monteoliveto; 2 platani in viale Matteotti; ulteriori 4 platani in viale Adua. Già rimossi, nei giorni scorsi, 5 grossi cedri in piazza della Resistenza.
«Ma non vorrei che si pensasse che in Comune siamo diventati tutti seguaci di una specie di “jihad” (guerra santa, ndr) della motosega» scherza l’assessore ai lavori pubblici Alessio Bartolomei. Che tutti i giorni si trova a far fronte alle proteste, spesso reiterate, di cittadini infuriati per aver trovato uno o più alberi segati a terra nel giardino preferito o negli spazi verdi della scuola dei figli. E che per questo, quindi, vuole fare chiarezza. «Forse non c’è stata sufficiente comunicazione da parte nostra – ammette Bartolomei – ma sia chiaro che noi non tagliamo neanche un ramo se non c’è una precisa indicazione da parte di agronomi che hanno studiato il caso e pronunciato un verdetto documentato».
L’assessore e l’architetto Nicola Stefanelli ricordano che, dopo la fine delle circoscrizioni, che gestivano direttamente il verde, è seguita una fase di riassetto e, dal 2017, una sistematica verifica delle alberature. In particolare proprio nel 2017 furono verificate le condizioni di piazza San Francesco e decise potature radicali in vista di una sostituzione totale dei tigli, che sarebbe in programma proprio per quest’anno.
Nel 2018 l’attenzione è andata al Villone Puccini e a viale Arcadia. Lo scorso anno, infine, è stato affidato un incarico alla Dream di Pratovecchio (Arezzo) per la verifica a tappeto di 600 piante: 85 nell’area ex Cerri, 104 a Monteoliveto, 76 in piazza della Resistenza, 84 in viale Sestini e 108 in viale Matteotti. «Effettuiamo questi controlli – continua Bartolomei – sia dal punto di vista della salute della pianta che da quello del suo equilibrio e della sua pericolosità relativa al luogo in cui si trova. Ad esempio i pini sono molto belli ed amati, lo sappiamo, ma sono anche alberi molto instabili da una certa età in poi. Ecco perché dobbiamo sostituirli».
Un altro esempio? I cinque cerri abbattuti in piazza della Resistenza. Uno sguardo al tronco non consentiva di rendersi conto che il problema era più in alto, dove dei grossi rami si erano staccati finendo con lo spaccare la pianta e favorendone il processo di “carie”.
Ma per ogni pianta che viene segata – assicura l’assessore – un’altra ne verrà messa a dimora. In modo che l’eccezionale patrimonio arboreo di Pistoia, oltre 14.000 alberi, venga mantenuto. Tanto per fare un esempio, quest’anno saranno ripiantati 80 nuovi alberi, alcuni dei quali sono già stati messi a dimora, mentre per il resto si procederà in autunno. Il tutto a fronte, quest’anno, di “solo” una trentina di abbattimenti.
Per decidere dove ripiantare gli alberi, si è tenuto conto delle aree già dotate di impianto di irrigazione, che dovrà essere reso nuovamente funzionante almeno per i primi anni di impianto. Già valutate la scuola Monterosa. la scuola Anna Frank, l’area sul retro di viale Adua adiacente alla chiesa di San Biagio, il Peep in località Mattia/Santomoro, il Peep di Santomato.
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