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Bufera nella giunta di Montale Galardini ha lasciato le deleghe

Tommaso Artioli
Bufera nella giunta di Montale Galardini ha lasciato le deleghe

L’assessore ha confermato la sua versione: «L’aggettivo “fascisti” non era riferito alle forze dell’ordine. Mi sono dimesso per assicurare serenità al lavoro della giunta» 

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MONTALE. Alessandro Galardini ha lasciato l’incarico di assessore del Comune di Montale. L’ormai ex titolare delle deleghe all’istruzione e alla cultura ha presentato ieri mattina le proprie dimissioni al sindaco Ferdinando Betti. È questo l’approdo della vicenda che, negli ultimi giorni, ha visto Galardini al centro della bufera per un segmento di conversazione durante una pausa del consiglio comunale - carpito dai microfoni e rimasto nella registrazione della seduta di martedì - in cui avrebbe accostato le parole forze dell’ordine al termine “fascisti”. “No, no, le forze dell’ordine non mi ispirano. E son fascisti”: questo il frammento udibile dall'audio del consiglio del 21 gennaio, pubblicato sul sito del Comune il giorno successivo. Lasciato il ruolo di assessore, Galardini, eletto nella lista dell’attuale maggioranza di centrosinistra, manterrà la carica di consigliere comunale. «Ho dato le dimissioni – spiega Galardini – per assicurare serenità al lavoro dell’amministrazione. Le deleghe che mi aveva dato il sindaco si basano sulla fiducia e per sgomberare il campo da qualsiasi ambiguità ho preferito lasciare. Resta fermo il mio impegno come consigliere comunale». Come aveva già fatto nei giorni scorsi - quando aveva spiegato che l’aggettivo “fascisti” “non era riferito alle forze dell’ordine, ma alle mozioni che arrivano sempre da una parte politica” - l’ex assessore torna sull’episodio all’origine della vicenda: «Si è trattato del frammento di una conversazione privata, di una frase isolata rimasta nella registrazione durante una pausa del consiglio. Quelle parole pesanti sono state estrapolate da un contesto e non esprimono certo il mio pensiero sulle forze dell’ordine». «In data odierna – questa la nota diffusa ieri dal sindaco Betti - il professor Galardini ha presentato le dimissioni da assessore alla cultura e alla pubblica istruzione, che, per le motivazioni espresse, ho provveduto ad accettare. Assumo da questo momento le deleghe ad interim, riservandomi di prendere ulteriori decisioni nei prossimi giorni». Betti si era espresso pubblicamente giovedì, dissociandosi da quelli che aveva definito “epiteti infelici e gravi”, ritenuti “fuori luogo all’interno del nostro contesto democratico”. A portare alla chiusura anzitempo della seduta di consiglio, il 21 gennaio, era stata la bagarre che si era innescata con la bocciatura da parte della maggioranza di centrosinistra della mozione con cui il gruppo di opposizione Centrodestra per Montale chiedeva l’intitolazione di una via o una piazza, di primaria importanza, ai caduti delle forze dell’ordine. Dopo le dimissioni di Galardini, il centrodestra, guidato da Franco Vannucci, chiede che la giunta e i consiglieri di maggioranza facciano propria la stessa mozione, garantendone l’approvazione nel prossimo consiglio, e formalizzino le proprie scuse «con un atto che dimostri solidarietà alle forze dell’ordine». —

Tommaso Artioli

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