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Esposti all’amianto slittato di nuovo a Roma il tavolo col ministero

Valentina Vettori
Esposti all’amianto slittato di nuovo a Roma il tavolo col ministero

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Pistoia. È slittato nuovamente il tavolo sulla questione amianto previsto per ieri a Roma con Inps, Inail, Ministero del lavoro, Ministero dello sviluppo economico e sindacati nazionali di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil. Dopo il secondo rinvio (il primo incontro era previsto il 9 gennaio), la nuova data è fissata per la mattinata di martedì 21 gennaio.

Al tavolo torneranno a sedersi gli stessi soggetti, per cercare di individuare una soluzione definitiva per i circa 170 lavoratori di Pistoia (attualmente in forza a Hitachi e alla old company AnsaldoBreda) ex esposti all’amianto tra il 1987 e il 1990. Periodo in cui il tetto in cemento-amianto dello stabilimento della Breda di via Ciliegiole fu smantellato mentre sotto gli operai erano a lavoro. Per loro, dopo la battaglia per il riconoscimento dell’esposizione cominciata nel 2014 e una prima manovra del Governo nel 2016 per trovare le risorse sufficienti al loro prepensionamento (peraltro stanziate nell’ultima legge di bilancio del Governo Renzi), l’ennesima beffa è arrivata a dicembre 2019. Quando, dopo mesi di incontri, l’Inps nazionale è tornata a chiedere la garanzia di coperture al Governo, prima di procedere al nulla osta per i prepensionamenti.

In Italia, i lavoratori coinvolti sono oltre 5.000, ma quelli di Pistoia – a differenza degli altri – hanno già ricevuto la certificazione dell’esposizione da parte di Inail e Inps. Manca, dunque, solo l’ok definitivo. Che però stenta ad arrivare. Per questo, il 20 dicembre una delegazione pistoiese di Fim, Fiom, Uilm e Uglm ha manifestato a Roma, sotto il Ministero dello sviluppo economico, per rivendicare il diritto al prepensionamento legato all’esposizione all’amianto, che, in alcuni casi, è maturato già da tre anni. —

Valentina Vettori

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