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Assalto alle Poste iniziato il processo a uno dei banditi
L’uomo, un dominicano fu fermato una ventina di giorni più tardi dai poliziotti che temevano che potesse commettere un nuovo colpo
PISTOIA. E’ stato il sostituto commissario della polizia di Pistoia, Giuseppe Aprile, a rievocare ieri mattina davanti al Tribunale presieduto dal giudice Stefano Billet, le indagini che il 14 novembre del 2016 portarono ad identificare e denunciare il dominicano Santana Perrera quale uno dei presunti responsabili della rapina commessa il 26 ottobre di quello stesso anno all’ufficio postale di via Monfalcone a Pistoia. In quella occasione due uomini con casco integrale in testa ed uno armato di coltello, entrarono nell’ufficio postale e minacciando i presenti si impossessarono di circa mille euro in contanti e di alcuni monili in oro sottratti ad un paio di impiegate prima di fuggire in sella ad uno scooter. E le indagini, come ha raccontato l’investigatore della Squadra mobile, partirono proprio dall’analisi della targa dello scooter , che risultò essere stato rapinato due giorni prima ad una donna in via Sant’Agostino. Lo scooter fu ritrovato da una pattuglia della Polizia municipale nascosto fra dei cespugli in via Erbosa. I poliziotti - come ha dichiarato Aprile - decisero di non toccarlo e posizionarono delle fototrappola nelle vicinanze per verificare chi andasse a riprenderlo. Dopo aver fotografato un paio di uomini che erano andati a controllarlo, il 14 novembre fu di nuovo messo in moto. In sella c’era Santana Perrera che passò per quattro volte in meno di mezz’ora davanti allo stesso ufficio postale rapinato venti giorni prima. I poliziotti, temendo che volesse commettere una nuova rapina decisero di fermarlo. Il dominicano speronò l’auto civetta della polizia e fece resistenza ai poliziotti nel tentativo di fuggire. Ma fu arrestato: sotto il casco aveva un passamontagna e in tasca un coltello.
Ora la parola passa alla difesa: l’avvocato Francesco Mandarano potrà controinterrogare i testi nella prossima udienza. —
P.P.
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