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Attivo il day service oncologico all’ospedale di San Marcello
Era previsto dal protocollo d’intesa sull’assistenza sanitaria in montagna Non c’è stato invece l’aumento dei medici che restano fermi a sei unità
SAN MARCELLO. Per ora l’accordo firmato il 2 ottobre 2019 in Regione tiene. La riqualificazione dei servizi sanitari all’ospedale di San Marcello Piteglio e sulla Montagna Pistoiese prosegue. . Partiamo dalle cattive notizie. Del raddoppio dei medici al punto di primo intervento (ex pronto soccorso), che è poi la parte più attesa dai cittadini della Montagna Pistoiese, ancora niente. «La Regione li sta formando», ripete il sindaco di San Marcello Piteglio Luca Marmo. Dunque rimangono fermi a sei i medici in servizio. Diventeranno dodici nei prossimi mesi ed entreranno in maniera graduale. Non si sa quando arriverà il primo rinforzo. Entro la fine del 2020 il raddoppio dovrà essere completato, dice l’accordo.
Le sedute di chemioterapia “leggere” (quando la chemio non ha effetti collaterali pesanti) per i malati di cancro sono cominciate. Dovevano iniziare entro novembre. Il servizio – il cosiddetto “day service oncologico” – è entrato in funzione il 15 dicembre. «La prima seduta si è tenuta nei giorni scorsi», dice Marmo. Così ora gli abitanti della montagna malati di tumore possono evitare il viaggio di un’ora in macchina per fare la chemio all’ospedale di Pistoia. Almeno quelli che non necessitano di chemioterapie “pesanti”.
È cominciato il servizio di assistenza domiciliare h24 di infermieri e Oss per visite, prelievi, flebo ed elettrocardiogramma. «È partito a dicembre come da cronoprogramma, anche se va ancora migliorata la trasmissione dei dati via internet dalle case degli assistiti ai centri sanitari», spiega il sindaco Marmo.
Cure palliative per malati terminali: fatto. Il servizio coi due letti nella struttura della Fondazione Turati a Gavinana è attivo dal 18 novembre. Da aprile 2020 è attesa la nuova Tac. Mentre l’attivazione della telemedicina per pazienti cronici è prevista dal primo semestre 2020. «Il servizio è strettamente connesso con l’assistenza infermieristica. Qualche macchinario all’ospedale l’hanno messo», dice Marmo.
Scoppia la polemica, invece, sul riconoscimento di area disagiata alla Montagna Pistoiese, vera chiave di volta per riaprire il pronto soccorso. È la vicepresidente del Crest nonché portavoce del comitato “Vogliamo il pronto soccorso”, Eva Giuliani, a lanciare il sasso: «Due mesi fa il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani (ora candidato presidente del Pd alla Regione, nda) ha dato la disponibilità a incontrare le realtà associative. Gli abbiamo scritto in sedici i primi di dicembre, ma non ci ha ancora risposto». E poi scatta l’affondo: «Ci aspettavamo un atteggiamento diverso da Giani. La politica parla tanto dei territori, ma quando si tratta di agire i tempi sono infiniti. Ora sta per cominciare la campagna elettorale per le regionali. I politici verranno qui a fare le passerelle, ma la verità è che i territori restano senza voce». E mentre si avvicinano le elezioni il riconoscimento di area disagiata per la Montagna Pistoiese è in stallo. –
Samuele Bartolini
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