Il Tirreno

Pistoia

maltrattamenti in famiglia 

Picchia mamma e fratello: il giudice lo caccia di casa

M.D.
Picchia mamma e fratello: il giudice lo caccia di casa

Dopo l’ennesimo episodio di violenza i familiari hanno sporto denuncia e il gip del tribunale ha disposto la misura dell’allontanamento

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pistoia. Scatti d’ira, offese, minacce, oggetti spaccati e tirati a chiunque fosse a tiro. Ma anche botte. Ormai sempre più frequenti. E anche se più volte avevano fatto intervenire polizia e carabinieri, mai nessuno in famiglia aveva voluto sporgere denuncia. Nè la madre, nè il padre e neppure il fratello minore. Prima del 12 dicembre scorso, quando il giovane, persa nuovamente la testa, aveva prima spaccato il vetro di una finestra con un pugno, poi preso a schiaffi e scaraventato a terra la madre e infine aggredito con calci e pugni il fratello intervenuto per difendere la donna.

Il 2 gennaio, dopo un’indagine lampo da parte della procura, il gip del tribunale ha cacciato di casa il giovane violento, applicandogli la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e quello del divieto di avvicinamento alle persone offese e ai luoghi da loro frequentati.

Ai carabinieri accorsi sul posto – in un appartamento di Pistoia – i familiari hanno raccontato ciò che era avvenuto e, a quel punto, anche ciò che avevano dovuto subire in precedenza, da quando, circa sei anni prima, il giovane, poco meno che trentenne, da ragazzo dal temperamento tranquillo si era improvvisamente trasformato, diventando molto aggressivo nei confronti di tutti loro, spaccando suppellettili e mobili della casa e pretendendo somme di denaro.

Gli episodi di violenza fisica erano via via aumentati di frequenza, circa uno al mese: l’ultimo, il 5 novembre precedente, quando aveva mandato all’ospedale il fratello con una frattura al coccige e contusioni varie alla schiena per averlo colpito con un pezzo di legno.

Il 12 dicembre, a scatenare le ire del giovane era stato il fatto che aveva sentito la madre che diceva che di lì a poco sarebbe andata al supermercato, accompagnata in auto dal marito. Erano le 11 del mattino: il figlio era saltato giù dal letto e aveva aggredito la donna: il padre avrebbe dovuto accompagnare lui in auto, e non lei, a quel lavoro part-time che, dopo anni in cui era stato disoccupato, aveva trovato. Insomma, urla, minacce, offese e infine botte. —

M.D.

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