Il presidio
Potenziare i musei Civico e Marini: la Scuola Normale di Pisa aiuterà il Comune di Pistoia
È coinvolta nel progetto anche la Fondazione Marino Marini che vuole portare a Firenze le sculture dell’artista pistoiese
PISTOIA. Comune di Pistoia e Scuola Normale Superiore di Pisa stanno per firmare una convenzione per studiare un piano di sviluppo del Museo civico, dell’Antico Palazzo dei vescovi e del museo Marino Marini. Grazie a questo progetto tre ricercatori, per una durata di due anni, studieranno come aggiornare i tre musei e come valorizzarli attraverso le tecnologie più avanzate. La giunta Tomasi ha approvato il progetto e previsto lo stanziamento che compete al Comune, 11.200 euro. Il tutto si inserisce in un bando regionale per “progetti congiunti di alta formazione”.. La notizia colpisce, in questi giorni in cui l’integrità dell’attuale museo Marini di Pistoia è messa in dubbio dalla volontà espressa della Fondazione Marino Marini di Pistoia di alzare disco verde ad un eventuale trasloco delle opere del grande maestro a Firenze, dove esistono sia un museo che una Fondazione ugualmente dedicate a Marini. Ma colpisce ancora di più perché – stando alla deliberazione di giunta dell’11 dicembre scorso – partner di Palazzo di Giano in questa operazione sono la Fondazione Caripit (per l’Antico Palazzo dei ves covi) e la stessa Fondazione Marini di Pistoia. Quella, per intendersi, presieduta dall’architetto Paolo Pedrazzini, che da tempo porta avanti il progetto di spostamento a Firenze delle opere dello scultore.
«L’ obiettivo – sottolinea il sindaco Alessandro Tomasi – è quello di valorizzare tre importanti istituti culturali che, oltre a delineare il percorso storico-artistico di Pistoia nel tempo, dall'antichità al XIX secolo, e a costituire un polo monografico sulla personalità artistica di maggior rilievo del Novecento pistoiese, sono di supporto e di stimolo alla visita della città e del territorio circostante, alla cui storia sono strettamente legati».
Al momento, il progetto sta andando avanti. E il Comune è del tutto intenzionato a non farsi fermare. «Anche attraverso questa azione che stiamo concretizzando oggi – sottolinea il sindaco – vogliamo ribadire l’impegno del Comune sulla cultura e, in particolare, la volontà e l’impegno, come detto più volte, a valorizzare il museo di Pistoia e l’opera del maestro Marini attraverso un progetto di potenziamento dell'esposizione. Con la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, abbiamo voluto cogliere l’occasione di mettere a disposizione della città e della provincia competenze preziose». Resta da capire quale sarà l’atteggiamento della Fondazione, che – per bocca dello stesso Pedrazzini – ha annunciato una conferenza stampa chiarificatrice entro la fine del mese.
Tra l’altro i progetti di “alta formazione” che fanno capo a Pistoia sono due: oltre a quello sui musei, infatti, ce n’è uno predisposto dall’Associazione teatrale pistoiese, che ha come partner scientifico la Scuola Imt di alti studi di Lucca. «I due ricercatori individuati – spiega ancora il sindaco Tomasi – nel biennio del loro lavoro in città, parteciperanno attivamente alla elaborazione del Piano strategico della cultura di Pistoia, anche allo scopo di ricavarne un modello applicabile, con le dovute variazioni, agli enti locali orientati a dotarsi di efficaci strumenti di programmazione in ambito culturale». Insomma, un’importante alleanza tra responsabilità amministrative e competenze scientifiche. «Una grande occasione per Pistoia, a cui stiamo lavorando da mesi» sintetizza Tomasi.
La speranza è che il progetto di portare a Firenze le opere di Marino Marini non arrivi a vanificare la «grande occasione». —
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