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L’ex sindaco: «Il nuovo cda è figlio di un colpo di mano»
Bertinelli al successore Tomasi «Perché non ha informato per quasi un anno e mezzo di quel che stava accadendo alla Fondazione Marini?»
PISTOIA. All’inizio di dicembre è stato il primo a lanciare l’allarme rivolto all’intera città, paventando il rischio concreto che tra gli obiettivi della Fondazione Marino Marini di Pistoia – presieduta da Paolo Pedrazzini, il nipote di Mercedes “Marina” Pedrazzini, moglie dell’artista pistoiese Marini – ci fosse la volontà di interrompere le attività del museo Marino Marini di Pistoia, con il conseguente trasferimento delle opere pistoiesi a Firenze. Un allarme attraverso cui lanciava anche le sue accuse al sindaco Alessandro Tomasi – unico membro pistoiese del consiglio di amministrazione della Fondazione – reo, a suo dire, di non avere difeso la città dagli attacchi, e anzi aver tenuto sotto silenzio il tutto. E a distanza di qualche settimana, l’ex sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli torna all’attacco con un nuovo affondo rivolto ancora a Tomasi, in cui lo accusa di aver taciuto anche sul rinnovamento della cariche all’interno del cda nell’aprile 2018.
Un cambio al vertice, «privo di reali motivazioni, se non quella di dare nuovo slancio alle attività della Fondazione», preludio di quello che poi sarebbe accaduto di lì a un anno.
«Tutto è iniziato con l’estromissione dal cda e dalla vita della Fondazione di Sauro Massa – scrive Bertinelli sul suo profilo Facebook –, memoria storica e figura di riferimento amministrativo per l’ente».
I nuovi nomi, è il racconto dell’ex sindaco, furono sottoposti al voto, nonostante dubbi e perplessità – anche molto consistenti – espresse dai membri del collegio dei revisori dei conti.
Nel cda, dietro proposta di Pedrazzini, fu invece confermato l’avvocato Carlo Carnacini. Furono elette consigliere Barbara Cinelli e Silvia Evangelisti. Nomi che furono approvati all’unanimità dal cda, di cui faceva parte anche il sindaco Tomasi. E oggi Bertinelli chiede: «Massa era forse considerato un ostacolo? E perché il sindaco non si espresse in merito?». Il consiglio di amministrazione figlio di un “colpo di mano”, come lo definisce l’ex primo cittadino di Pistoia, è quello che poi ha assunto tutte le decisioni contro Pistoia, fino alla volontà di trasferire tutte le funzioni “vitali” di museo e Fondazione a Firenze. «E perché – scrive ancora Bertinelli – solo la Soprintendenza, nonostante dal novembre 2018 si sia iniziato a parlare esplicitamente, nel cda, del trasferimento delle opere da Pistoia a Firenze, ha assunto iniziative formali contro un tale scellerato intendimento? Perché, in particolare, il sindaco di Pistoia non ha informato per quasi un anno e mezzo di quel che andava accadendo alla Fondazione Marini il consiglio comunale e la città? ». –
Valentina Vettori
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