Il Tirreno

Pistoia

Sbarca a Roma la nuova vertenza amianto

Valentina Vettori
Sbarca a Roma la nuova vertenza amianto

Il 20 manifestazione per i pensionamenti. Dopo l’ultima fumata nera al Ministero del lavoro, i sindacati annunciano la nuova iniziativa. Duecento i lavoratori coinvolti

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PISTOIA. Venerdì 20 dicembre anche gli operai di Hitachi Rail Italy e AnsaldoBreda, insieme alle delegazioni pistoiesi di Fim, Fiom, Uilm e Uglm, saranno a Roma, sotto il Ministero del lavoro, per rivendicare il loro diritto al prepensionamento. Le risposte negative ottenute dall’Inps nazionale e dal Miniastero del lavoro la scorsa settimana trovano dunque una dura risposta. 
 
Fu negli anni 1987-90 che il tetto in cemento-amianto dello stabilimento ferroviario della allora Breda di via Ciliegiole fu smantellato mentre gli operai, sotto, continuavano a lavorare.
 
La tutela previdenziale (la pensione anticipata è legata alla minore aspettativa di vita di chi è stato esposto alla fibra killer) è stata introdotta già nella legge di stabilità del 2016 con un'apposita copertura finanziaria, ma a distanza di tre anni non ha ancora trovato applicazione. 
 
E anche questo dicembre – l'ultima speranza è legata all'approvazione della legge di bilancio 2020 prevista proprio venerdì – rischia di sfumare per l'ennesima volta, costringendo circa 170 lavoratori ancora in forza a Hitachi e AnsaldoBreda (la “old company” rimasta in corso Gramsci) a rimanere a lavoro, pur avendo già ottenuto il doppio riconoscimento da Inail e Inps per l'esposizione all'amianto.
 
Stessa sorte che toccherà a un'altra trentina di persone che in quegli anni lavorava all'interno della stessa fabbrica, ma come dipendente di ditte esterne (il cosiddetto incentrato), e che per questo non ha mai ricevuto nemmeno il riconoscimento dell'esposizione. 
 
La battaglia, legata al periodo dello smantellamento del tetto, è ripartita nel 2014 e ancora non vede una fine.
L'ultimo macigno, che di fatto ha soffocato anche le flebili speranze che quest'anno si potesse arrivare alla risoluzione, è piombato sui lavorati la scorsa settimana a Roma al termine del tavolo tecnico tra Ministero del lavoro, Inail e Inps, durante il quale quest'ultimo ha sostenuto la necessità di scrivere una nuova normativa e aumentare la copertura economica. Notizia che spinge i sindacati pistoiesi, in maniera condivisa, ad affermare che per i prossimi mesi «non si può escludere un procedimento per le vie legali». 
 
A rinnovare la battaglia, partita proprio da Pistoia cinque anni fa e poi diventata di carattere nazionale (in Italia sono 5.680 i lavoratori in attesa del prepensionamento), sono Paolo Mattii segretario Fiom-Cgil, Tiziano Fabbri segretario Uglm-Ugl, Adriano Sbordone Rsu Fim-Cisl Hitachi, Simona Gigetti segretaria Uilm-Uil, Marco Giannoni Rsu AnsaldoBreda Fim Cisl e Massiliano Lunardi Fiom che ieri mattina in una conferenza stampa hanno annunciato la loro partecipazione alla manifestazione indetta dai sindacati nazionali.
 
«Venerdì saremo tutti a Roma per tenere alta l'attenzione su questo dramma - commenta Paolo Mattii, facendosi portavoce del pensiero comune dei sindacati metalmeccanici - e per dimostrare a tutti che non ci arrendiamo. Si tratta di un diritto già acquisito da quei lavoratori, e come tale deve essergli riconosciuto». 

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