«Poveri in calo, ma la casa è diventata un lusso»
Dal rapporto sull’attività dei centri Caritas nel corso dell’anno emerge un nuovo, drammatico allarme per la città
PISTOIA. 9.448 litri di latte e di pasta distribuiti in un anno tramite i pacchi alimentari. 1.500 utenti del nuovo emporio della solidarietà, 245 persone che – nei primi sei mesi del 2019 – hanno avuto un pasto grazie alla Mensa “Don Siro Butelli” che stima di arrivare a 30.000 pasti erogati nell'anno. Si rischia di perdersi tra i tanti numeri dell'annuale rapporto sulla “Povertà e le risorse”, “consegnato” nel consueto appuntamento prenatalizio in cui la Caritas insieme al vescovo Fausto Tardelli scuote la città. Ma a tenerli insieme è il calore di chi sa che dietro ad ogni numero c'è una storia da raccontare ai politici, ai rappresentanti di categorie economiche e di associazioni, agli studenti riuniti nel Seminario vescovile.
Una grande famiglia quella di Caritas, «di persone coraggiose, di folli costruttori di bene come la nostra cara Berta Cavicchi di Carmignano a cui il dossier è dedicato» dice il direttore Marcello Suppressa. Sono loro che ascoltano il grido dei poveri che – numeri alla mano – diminuiscono di poco ma costantemente. Le persone accolte nei Centri d'Ascolto per la prima volta dal 2012 scendono sotto i 1.600 (1.599).
Ma è una povertà che cambia volto nella cronicizzazione dei suoi problemi. Lavoro e soprattutto casa quelli che toccano e lasciano impotenti gli operatori della rete diocesana. Due dati Istat inquadrano le sue "vene aperte": Pistoia ha il triste primato toscano di uno sfratto ogni 380 famiglie, mentre ai (soli) centri per l'impiego di Pistoia e Quarrata sono iscritte quasi 27mila persone.
« Un altro mondo è possibile – ribadisce Suppressa – solo se fatto di giustizia e diritti». Già i diritti, «quelli che – dice Francesca Meoni, citando Hannah Arendt – pensavamo inalienabili e sono diventati inapplicabili, ed oggi insostenibili».
«La casa- continua Meoni che con Giovanni Cerri e Sara Lupi fa parte dell'Osservatorio sulle povertà – è diventata da diritto a lusso». Poi si rivolge alla politica: «La casa è diventata insostenibile anche per chi lavora. Dai nostri dati aumentano criticità abitative e senza fissa dimora, eppure le erogazioni economiche più grosse da parte nostra e del servizio sociale sono per la casa. C'è qualcosa che non va».
Il lavoro rimane un'altra problematica grave ma il lavoro di equipe- dice Meoni ad una sala dove tra gli altri ci sono AnnaMaria Celesti, vicesindaco ed assessore al sociale, ma anche Tina Nuti che l'ha preceduta insieme al prefetto e all'assessore regionale Fratoni – ha consentito almeno di trovare una nuova metodologia d'intervento. «Scoperchiando piaghe come precariato e sfruttamento, tutte da approfondire» aggiunge.
Gli interventi economici per utenze ed anticipi sull'affitto nel 2019 sono stati di quasi 144mila euro, mentre più di 58mila la spesa per i viveri. Perché se è in calo il numero di chi bussa ai centri, la maggioranza lo fa più di una volta al mese. Tra gli stranieri, la maggioranza sono cittadini marocchini ed albanesi ma i nigeriani hanno superato i romeni. «In Chiesa non ci sono stranieri - ha chiuso don Paolo Tofani - Papa Francesco ha detto che vorrebbe che i cristiani si inginocchiassero ai poveri come si fa al Sacramento. Ecco lo voglio urlare in questo tempo che puzza di razzismo e diffidenza». —
Elisa Pacini
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