Il Tirreno

Pistoia

il vescovo tardelli 

«La nostra Chiesa ancora troppo divisa Ci serve il Sinodo»

«La nostra Chiesa ancora troppo divisa Ci serve il Sinodo»

Tra atto d’accusa e apertura alla speranza l’omelia dell’8 dicembre «Riconosciamolo, non siamo una Chiesa immacolata»

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PISTOIA. Un esame della situazione presente senza peli sulla lingua. Ma anche la porta aperta alla speranza.

Questi i due estremi tra i quali ha oscillato l’omelia del vescovo Fausto Tardelli in occasione della festività dell’Immacolata concezione, domenica scorsa.

«La festa di oggi – ha detto il vescovo – è anche occasione per riconoscere la distanza della nostra vita da quello che il Signore si attende da noi. E penso soprattutto, alla nostra Chiesa pistoiese; a tutte quante le sue pesantezze; al peccato che l’attraversa; alla pochezza della vita ecclesiale. Non me ne vogliate se dico stasera che non siamo una chiesa immacolata».

La Chiesa di Pistoia, come la chiesa universale, è certamente anche santa, e lo è «per il suo redentore e perché lo Spirito ancora soffia nelle sue ali. Santa per i suoi gloriosi santi del passato e per quella schiera anonima di santi della porta accanto che ancora oggi abitano la nostra chiesa».

Eppure, allo stesso tempo la chiesa pistoiese ha pure i suoi guai: «dobbiamo in sincerità riconoscere che siamo una chiesa difettosa sotto tanti aspetti. Una chiesa non certo immacolata, ma macchiata per il peccato dei sui membri. Macchiata per le divisioni che ancora ci caratterizzano; per il cinismo che a volte ci prende; per le sordità e le cecità che spesso abbiamo». «Siamo forse – domandava il vescovo- un cuor solo e anima sola? Direi ancora troppo poco. A sprazzi qualche volta, ma il più delle volte, ognuno cammina per conto suo».

Anche per questo è importante l’appuntamento del 2021, l’anno santo iacopeo che per la Chiesa pistoiese sarà anche l’anno del Sinodo, cioè del “camminare insieme”. Evento in cui “sarà chiamata a confrontarsi in tutte le sue componenti (dal vescovo ai laici delle più piccole parrocchie) e in tutte le sue articolazioni (dalle montagne alla piana), sulla necessità di una conversione missionaria”. —

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