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Tomasi: tentiamo di correggere il piano nato male

Tomasi: tentiamo di correggere il piano nato male

Il sindaco replica alle accuse dell’ex dirigente all’urbanistica sulla nuova variante «Il suo lavoro? Solo un dovere compensato con soldi pubblici» 

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PISTOIA. «La questione centrale è questa: stiamo faticosamente cercando di correggere, per il bene della città, un regolamento urbanistico nato male».

Inizia così la replica firmata dal sindaco Alessandro Tomasi alle critiche venute dall’ex dirigente dell’urbanistica comunale Elisa Spilotros, che in una lettera aperta aveva in sostanza accusato l’amministrazione di centrodestra di aver celebrato come una propria impresa (con «trionfale spudoratezza») la proposta di variante al regolamento urbanistico adottata lunedì scorso dal consiglio comunale.

Proposta di variante che invece, secondo Spilotros, era al 90 per cento quella da lei stessa preparata e che rimase nei cassetti solo per le sopravvenute elezioni.

E invece? «Nella presa di posizione dell’ex dirigente – è la replica del sindaco – si arriva a rivendicare un lavoro, che non è altro che un dovere compensato con soldi pubblici, come se fosse qualcosa capace di cambiare i destini di una città. In verità, tutti ( l’architetto per prima ma anche i tanti tecnici che dopo di lei hanno lavorato e continuano a lavorare nell’amministrazione pubblica, e che ovviamente ringrazio) hanno portato avanti un lavoro di modifica che si scontra con un punto di partenza non certo eccellente. Tutti hanno cercato di limitare i danni in attesa dei nuovi disegni del territorio. L'assessore Capecchi, nel suo ruolo politico, ha guidato questo processo affidandosi al lavoro degli uffici e cercando, nei limiti del possibile, di accogliere i suggerimenti esterni. Fare è la cosa più difficile, e tra le tante questioni trovate aperte abbiamo, con responsabilità, governato anche questa».

Il sindaco ricorda che la sua amministrazione ha parlato « con chiarezza agli ordini professionali cercando, nei limiti degli strumenti a disposizione, di semplificare la complessità esistente nell’attesa della nuova pianificazione e dell’avvio delle relative procedure. Se un grazie si deve dire, è proprio agli Ordini e ai tanti professionisti che fin dall’approvazione e dall’applicazione del Regolamento urbanistico ne hanno denunciato i limiti e suggerito le modifiche su cui gli uffici hanno lavorato». —

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