Italia
Muore bambino di sei anni, Agliana in lutto
Il piccolo Lapo si è arreso alla malattia che lo accompagnava fin dalla nascita. Il padre gli aveva anche dedicato un libro
agliana. Un’esistenza diversa, fragile, certo. Ma sopratutto magica. Perché per quanto breve sia stata la sua vita, con il tocco del sorriso è sempre riuscito a creare amore, a trasformare spavento e diffidenza in forza, in tutti coloro che lo hanno conosciuto. E che ora se lo porteranno nel cuore per sempre. Il piccolo Lapo si è spento nella notte tra giovedì e venerdì. Aveva appena sei anni, compiuti lo scorso 8 novembre, vissuti sì a combattere, tra un ospedale e l’altro, con una malattia che ha segnato il suo destino fin dal giorno in cui si è affacciato al mondo, ma anche a dispensare felicità.
Lapo viveva ad Agliana, con il fratellino Brando e i genitori, Cristiano Spinelli e Clarissa Tulli, originari di Seano nel comune di Carmignano e conosciuti ben al di là dei confini cittadini per il loro impegno nel sociale e per la loro attività di grafici. Come hanno testimoniato le tante e tante persone che ieri pomeriggio si sono strette attorno a loro partecipando alla cerimonia funebre celebrata nella chiesa di San Piero.
Chi era Lapo lo aveva condiviso la mamma Clarissa giusto un anno fa, in occasione del quinto compleanno di quel bambino così indifeso e così forte.
«Chi non conosce Lapo perde l’occasione di amare la vita – aveva scritto su Fb – Lapo è uno che trova sempre il sorriso, che ogni persona che tocca diventa buona, che fa di tutto per tirarti su. Perché lui ti guarda e ti ha già capito. Lui sa fare con poco, crede sia tutto, sa accontentarsi perché per lui non è poco e nonostante tutto è appagato. Da Lapo ci si torna, di Lapo si ha bisogno, lui ti entra dentro. È solido, intenso, integro, è un tutto, un mondo. Ti prende la vita e ne fa molto di più, ti insegna com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire, che la vita è brivido che vola via, tutto un equilibrio sopra la follia, che non c’è niente da capire... somiglia a tutte le canzoni più belle che parlano di amore. Lapo è amore...».
Clarissa e il marito hanno uno studio grafico e di comunicazione a Pistoia, in via Aporti, l’Undergraf. Progettazione grafica e comunicazione visiva l’oggetto del loro lavoro, ma soprattutto la loro passione. Che Cristiano Spinelli ha coniugato due anni fa in un libro interattivo per bambini (e che parla agli adulti) ispirato proprio al piccolo Lapo, come più volte ha raccontato nel corso di interviste e presentazioni. Un libro sulla diversità e sulla vita, “Il Rovo, una storia spinosa”, la cui idea è nata in lui quando aveva visto per la prima volta Lapo nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale, «in una culla termica piena di fili, aghi e tubi: lì ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte a un rovo» aveva spiegato. Un rovo, pianta spinosa a cui è pericoloso avvicinarsi, metafora di quella diversità che a prima vista genera paura, diffidenza o repulsione, ma pianta in realtà accogliente e generosa perché protegge i piccoli animali dai loro predatori e produce frutti dolcissimi. Bellissima, anche se non diventerà mai una rosa. —
M.D.
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