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Ecco il primo vivaio senza glifosato Vannucci Piante l’ha creato a Piuvica
Nel vaso viene messa una pacciamatura a base di granuli di legno, sul suolo teli aspiranti e drenanti anti-alga
Dentro al vaso uno strato di 3 centimetri di pacciamatura a base di granuli di legno, steso sopra un substrato di fibra di cocco e alla terra; sul suolo un doppio telo traspirante e drenante anti-alga con uno strato di lapillo interposto. Sono questi i principali elementi alla base del primo vivaio senza impiego di glifosato, realizzato dalla Vannucci Piante di Pistoia su due ettari e mezzo di superficie a Piuvica, nella zona circostante alla sede dell’azienda.
È il progetto “Vannucci Zero”, presentato ieri pomeriggio nella sala “Tiziano Terzani” della biblioteca San Giorgio, frutto di quella che l’azienda vivaistica guidata da Vannino Vannucci definisce «una sperimentazione avanzata e collaudata del percorso verso la sostenibilità».
«Il glifosato – ha spiegato il responsabile marketing della Vannucci Piante, Andrea Massaini – è un argomento serio. E un imprenditore serio non può vivere nel dubbio. Così l’azienda ha iniziato un percorso per esplorare questo dubbio».
Il primo vivaio a “glifosato zero” ha visto così la luce dopo oltre due anni di studi e sperimentazioni. «Nei due ettari e mezzo del vivaio di Piuvica – ha sottolineato Massaini – abbiamo fatto di tutto affinché il glifosato non venisse utilizzato. Si tratta di un progetto grande che, una volta realizzato, è apparso in qualche modo semplice. E noi vogliamo che questo sitema venga sposato da tutti proprio perché è alla portata di tutti. Questo risultato è il frutto di una serie di azioni monitorate e controllate nel tempo. La sostenibilità deve essere ambientale, ma anche sociale ed economica».
Oltre alla pacciamatura a base di scarti di legno proveniente dalla Montagna Pistoiese e all’impiego dei teli anti-alga traspiranti, all’interno del primo vivaio senza glifosato gioca un ruolo importante anche la gestione dell’acqua.
L’irrigazione, secondo un sistema già collaudato e presente in gran parte della vasetteria del distretto vivaistico pistoiese, viene effettuata con la tecnica di “microirrigazione localizzata”, che permette di dosare alle piante solo la quantità strettamente necessaria d’acqua, consentendo percentuali di recupero di quella inutilizzata fino al 90%.
Numerosi i rappresentanti delle istituzioni cittadine e regionali, delle associazioni vivaistiche e ambientaliste, che, in occasione dell’incontro moderato dalla giornalista Cesara Buonamici, hanno tenuto a battesimo questo vero e proprio “progetto pilota” per il settore.
«Si tratta di un risultato ottimo – ha osservato il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi – Credo che l’ecosostenibilità sia un valore aggiunto anche dal punto di vista commerciale. Il fatto che la sperimentazione arrivi da un’azienda del nostro territorio rappresenta una vetrina importante per Pistoia, che fa scuola anche ad altre realtà».
«Siamo di fronte a un buon esempio – ha aggiunto il prefetto di Pistoia, Emilia Zarrilli – che sarà seguito e diventerà normalità perché qualcuno ha saputo guardare avanti».
«Sperimentazioni come questa – ha affermato l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi – ci aiutano a percorrere una strada, che in Toscana dobbiamo fare tutti insieme».
In prima linea, a sostenere l’iniziativa della Vannucci Piante, il Distretto vivaistico con il presidente Francesco Mati. «Nel mondo – ha ricordato Mati – ci sono i pionieri che aprono la strada prima degli altri. Questo percorso è partito tempo fa. Vannucci ha sempre dimostrato sensibilità verso la sostenibilità ambientale».
«È un percorso iniziato da tempo e che guarda avanti – ha concluso Vannino Vannucci – Speriamo che questo metodo, che comporta sacrifici e accorgimenti da parte delle aziende, sia riconosciuto e apprezzato dal cliente finale». –
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