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tragica gita 

Due indagati per la morte di Blessing, la bambina pistoiese che annegò nel Reno

Due indagati per la morte di Blessing, la bambina pistoiese che annegò nel Reno

Bambina annegata durante il campo estivo: avvisi di garanzia per il responsabile e per un volontario dell’oratorio

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PISTOIA. Ci sono i primi indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della piccola Blessing Okojie, la bambina pistoiese di 7 anni annegata il 2 luglio scorso mentre partecipava al campo estivo dell’Oratorio San Domenico Savio di Pistoia, in località Molino del Pallone, nel comune di Alto Reno Terme.

La procura di Bologna ha inviato un’informazione di garanzia a Gianluca Bianchi, responsabile dell’oratorio, e una volontaria dello stesso, Serena Maestrini. Il reato ipotizzato nel fascicolo aperto dal pm Flavio Lazzarini è quello di omicidio colposo.

Il magistrato interrogherà i due indagati (che saranno assistiti dai loro avvocati) nella giornata di venerdì 29 novembre.

La scorsa settimana, in procura a Bologna, erano state invece ascoltate in qualità di persone informate sui fatti, oltre che la madre e il padre della bimba, il parroco di San Bartolomeo (nella sua veste di legale rappresentante della parrocchia da cui dipende l’Oratorio San Domenico Savio), un insegnante di sostegno e un 17enne volontario presente quel giorno tra lo staff che accompagnava i bambini.

Le conclusioni della consulenza redatta dal perito incaricato dal pm di eseguire l’autopsia non ha dato risposte al perché quella bambina possa essere annegata in appena mezzo metro d’acqua. Hanno soltanto confermato quella che è stata fin da subito l’unica certezza. Che la morte della piccola Blessing era avvenuta per asfissia da annegamento. Il medico legale Federica Fersini ha infatti escluso qualunque tipo di concausa: nessun segno di violenza, nessun trauma, niente patologie endogene o malformazioni congenite... E neppure una congestione, visto che la piccola non aveva mangiato, né quel famigerato choc termico che ogni anno tante vittime miete anche fra gli adulti che passano dal sole alle acque relativamente più fredde del mare o di un lago e che perdono immediatamente i sensi.

La consulente del pm, nella propria relazione, ha anche espresso le proprie valutazioni su quelli che sarebbero stati i tempi della tragedia, specificando come, in base alla letteratura scientifica, la morte per annegamento in acqua dolce avvenga in un lasso tra i 3 e i 5 minuti, a seconda della quantità di liquido inalato. Naturalmente dal momento in cui l’acqua entra nei polmoni a quello in cui inizia l’intervento di soccorso per liberare le vie respiratorie.

Gli inquirenti in questi mesi hanno cercato di appurare se la bambina – così come i suoi compagni di gita – fossero adeguatamente sorvegliati dai responsabili del campo estivo. Anche alla luce del fatto che, secondo quanto è stato accertato dai carabinieri della Compagnia di Vergato, intervenuti sul posto, in quel tratto di fiume teoricamente non si poteva fare il bagno (cosa che da sempre tutti fanno, adulti e non): in base ad una delibera della Regione Emilia-Romagna, la 783, pubblicata il 12 giugno precedente, quelle acque non sono “destinate alla balneazione”. Come del resto, in base a tale delibera, tutte le acque superficiali interne della regione. —

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