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Gey chiude dopo 43 anni Marini: non ho successori
Il 31 dicembre cessa l’attività il negozio che ha vestito generazioni di pistoiesi La titolare: «Per me comincia una nuova vita, desidero godermi il tempo libero»
pistoia. Per quarantatré anni ha dettato le regole della moda, dello stile e dell’eleganza in città. Nel suo negozio di abiti da cerimonia ha vestito generazioni di donne di ogni età, e provenienti da ogni parte d’Italia, che nel tempo sono diventate affezionate clienti. Con una sola missione, regalare loro un sorriso e la gioia di un indossare abiti da sogno nei giorni più felici delle loro vite. Ora, però, è tempo di voltare pagina.
Il 31 dicembre chiude i battenti lo storico atelier Gey, in Porta al Borgo, di Emilia Marini. Una vita dedicata al lavoro con passione e dedizione e che, dopo ben oltre quaranta anni di onorata carriera, l’ha portata a compiere la decisione più sofferta. Quella di lasciare, per dedicarsi a se stessa e alla famiglia, godendosi quel tempo libero mai avuto prima, proprio a causa di quel lavoro totalizzante. Un lavoro che non ha mai conosciuto una crisi, anche negli anni peggiori in cui il commercio cittadino ha cominciato a vedere serrande abbassarsi e porte chiudersi per sempre, soprattutto nel centro storico cittadino. Eppure Gey ce l’ha fatta.
«Chiudo in bellezza – racconta con emozione la titolare dell’atelier – una carriera ricca di grandi soddisfazioni. A questo negozio ho dedicato tutta la mia vita, con passione, amore, dedizione e anche molto sacrificio. Una fatica che però è sempre stata ripagata dalla gioia delle mie clienti, dai loro sorrisi e dalle loro attestazioni di soddisfazione e stima».
Tutte cose che non si possono comprare e che non hanno prezzo. Un po’di rammarico però c’è, ed Emilia Marini non lo nasconde. «Mi trovo costretta a chiudere – spiega – perché da sola non riesco più a portare avanti l’attività».
Troppi gli impegni. Troppa la responsabilità di rispettare i tempi di consegna degli abiti alle spose, alle madri degli sposi, alle damigelle o alle testimoni.
«Il lavoro non mi manca di certo, anzi, tutt’altro – prosegue Marini, mentre si guarda intorno e indica gli abiti in consegna e la fitta agenda di appuntamenti e prove degli abiti fino all’ultimo giorno dell’anno. Il vero problema è che ho cercato in ogni modo di trovare una persona, animata dalla mia stessa passione, per iniziare ad affiancarmi nel lavoro e a cui poi passare il testimone. Purtroppo, però, non ho trovato nessuno, e allora sono costretta a chiudere, seppur con un grande groppo alla gola».
Alla notizia della chiusura, segnalata all’esterno dell’atelier con grandi cartelloni di saluti, le clienti di Emilia hanno subito risposto con attestazioni di stima, messaggi, fiori e post su Facebook. Una reazione che forse nemmeno la titolare di Gey si sarebbe aspettata. «Con te e con il tuo negozio chiude un gioiello della città» è il messaggio di una cliente.
Poco più che ventenne Emilia Marini aprì il suo primo atelier di abiti da cerimonia in un fondo malconcio tra via Pacini e la ripa che sale verso il palazzo del Comune, ristrutturandolo e allestendolo da sola. Poi, con il volume di affari che cresceva, arrivò anche il trasloco e la location definitiva in Porta al Borgo, dove il negozio si trova da trent’anni. «Quando chiuderò per l’ultima volta la porta sarà davvero dura, ma ora per me comincia una vita nuova – conclude Marini – Voglio andare in vacanza e godermi il tempo libero. Pensi, non ho mai visto un mercatino di Natale. Comincerò da quelli». –
Valentina Vettori
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